
di Giorgio Cattaneo
KORESHKOV: NAVALNY ERA SOLO L’ANTIPASTO
Salvare Gaza con una missione spettacolare e avvertire i russi del pericolo di attentati a Mosca e dintorni. In poche ore, l’agenda di Washington ha sorpreso tutti. Prima notizia, quasi oscurata dai media italici: l’allontanamento di Victoria Nuland dal Dipartimento di Stato. Esponente di spicco della galassia bellicista neocon, la Nuland è considerata un super-falco: la vera regista del sanguinoso “regime change” a Kiev nel 2014, da cui le immediate tensioni nel Donbass, in Crimea e a Odessa. A poche ore dal benservito alla Nuland, la seconda mossa dell’amministrazione Biden: la clamorosa decisione di allestire un attracco navale a tempo di record, davanti a Gaza, per assistere la popolazione palestinese allo stremo.
In pratica: quello di Biden è un plateale ceffone rifilato a Netanyahu, sempre più isolato anche in patria. Appendice collaterale: l’allerta degli 007 Usa sul rischio di attentati in Russia entro le prossime 48 ore, per insanguinare le elezioni presidenziali ormai alle porte. L’annuncio pubblico dell’intelligence Usa lascia presupporre possibili contatti con la sicurezza russa: altro indizio di un indefinibile cambiamento di rotta, ai piani alti, in vista di un probabile ridisegno generale della situazione geopolitica. Il tutto, a pochi giorni dalla tragica scomparsa, in un carcere russo, dell’oppositore Alexej Navalny: una morte a orologeria, o comunque provvidenziale per imbarazzare Putin proprio alla vigilia del voto?
Che la triste fine di Navalny fosse un guaio essenzialmente per Putin era chiaro a chiunque, tranne ai cantori stonati del mainstream occidentale: li ha smentiti persino il capo dei servizi segreti ucraini, confermando la versione russa (morte naturale del detenuto). Ma c’è dell’altro, sicuramente, se è vero che oggi è l’intelligence statunitense a lanciare l’allarme-terrorismo in Russia. Con cronometrica precisione, Dmitry Koreshkov l’aveva annunciato subito dopo la scomparsa di Navalny: «Temo che la sua morte sia solo l’antipasto: chi ha speculato su quella tragedia potrebbe avere in serbo altre brutte sorprese, destinate a terremotare le elezioni russe del 17 marzo». E la conferma oggi viene addirittura dagli Usa.





