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USA, EUROPA, RUSSIA ED ALTRO

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gi Giuseppe Augieri

Se non fossi stato chiaro….
15 dicembre 2021: «La Russia ha inviato agli Usa e alla Nato un corposo ‘trattato di pace’, ciascuno di nove articoli, in cui articola le sue richieste per alleggerire le tensioni in Europa dell’est. Il ministero degli Esteri russo (Mid) annuncia che il documento è stato consegnato alle parti.
Tra le misure proposte, anticipate da vari media russi, vi è la creazione di una “hotline” tra Mosca e la Nato, la promessa da parte degli Usa di “non espandere” ulteriormente la Nato e di “non accettare” al suo interno paesi che facevano parte dell’Unione Sovietica.» (fonte: ANSA). Questa la risposta: «È una condizione che viene considerata al tempo stesso irricevibile e imbarazzante per l’Occidente e in particolare per gli Stati Uniti». (fonte: il POST). Perché? Si dice: quello di Putin era solo un bluff. Ma, visto che non costava niente, perché non andare a vedere le carte? Non è forse vero invece che affrontare la questione, per come era stata posta, significava dover fare qualche scomoda autocritica?.
Quale? Vediamo.
La guerra fredda è terminata con il muro di Berlino. Cosa ciò significasse per il mondo, in Italia se ne accorse solo Craxi, e non solo per i riflessi interni del rapporto con il PCI. La raccomandazione era di non isolare la Russia ed anzi di riportarla in Europa dopo lo “strappo” consentito dalla Perestroika, ma in realtà realizzato con la spallata di Giovanni Paolo II. In Italia non se ne discusse. Nel mondo neanche.
Da allora, cullandosi nell’illusione che la ex potenza Russa potesse essere ignorata, potendo ambire al massimo al ruolo di una potenza regionale, in barba ai tanti accordi presi anzitutto con Gorbaciov (dopo comode smentite, ormai lo dicono i diretti interessati), l’ “occidente” ha immaginato di poter invadere economicamente – ma non solo – le ex nazioni del Patto di Varsavia. Lo hanno fatto gli USA, sino a “inserire” tre suoi manager come Ministri nel Governo Ucraino, lo hanno fatto alcune nazioni europee, senza alcun timore. Tanto poi c’era l’unica e indiscutibile potenza mondiale rimasta a fare da guardiano e da garante.
Invece…. Dopo anni di sonno, senza interrogarsi mai sul “cosa si può fare” – perché lo si faceva e basta – si è scoperto che: 1) gli USA non sono più l’unica potenza mondiale e forse neanche la prima; 2) la supremazia militare occidentale non c’è più, e gli USA si preparano a ritirarsi nell’ ”America first”; 3) l’Oriente, nel quale si facevano delocalizzazioni e si sfruttava il basso costo del lavoro, si è arricchito e ha mercati ben più ampi di quelli occidentali; 4) Cina ed India, che rappresentano quasi la metà della popolazione mondiale, non sono più mercati da aggredire ma competitors incredibilmente forti; 5) il dollaro non è più considerato unica moneta guida e dunque i bilanci e le manovre monetarie USA non riescono più a regolare a piacimento i bilanci degli altri Paesi; 6) la globalizzazione ha portato a sommovimenti incredibili; ma non c’è più e va sostituita con… non si sa ancora con che e come; 7) l’Africa è diventata terreno nel quale praticare neocolonialismo è più difficile di prima; e con la sua esplosione demografica sta sostituendo la Cina, per ora nella presenza etnica e tra non molto anche per altro;  il Medio Oriente, nel quale vi sono Stati un po’ restii ad importare la democrazia che si sarebbe voluta insegnare loro con qualche bomba, è diventato esso stesso una bomba; 9) …; 10)… ; n) la Russia, “piccolo Stato ormai da trascurare”, aveva invece un importante arsenale atomico,  che oggi, con un conflitto in atto, può dubitarsi possa usare per attaccare, ma è fuori dubbio che in termini di deterrenza metterebbe in gioco; n+1) l’Europa, pigramente impegnata a ricordare antichi fasti e protagonismi, non avrebbe dovuto perdere il treno dell’essere un’entità politica e commerciale; ed invece lo ha perso finendo sul binario morto di una burocrazia al servizio della finanza internazionale, oltre che essere politicamente e militarmente assolutamente trascurabile.
Un elenco di errori di valutazione: tutti ampiamente dimostrabili.
Allora, è stato detto e concordo, il punto è: la dicotomia postaci non è quella (o non solo quella) tra democrazia/autocrazia e libertà/dittatura. La sfida vera è: dialogo per un nuovo equilibrio mondiale oppure guerra. E di nuovo si finge di ignorare che il contraddittore della Russia sono gli USA. I quali invece la sfida l’hanno capita bene. Sanno che chi si contrappone al vecchio status quo non è solo la Russia, che si è trovata alleati importanti, che si defilano, almeno in Europa.
Poi, la tracotanza del dittatore Putin ha distrutto ogni calcolo, approfittando di ogni idea sbagliata che ci eravamo fatti. Deliberatamente, senza alcuna possibile giustificazione, ha dato luogo ad un atto grave: l’invasione di un Paese libero. E lutti, distruzioni, stragi, crimini. Insomma la guerra. Inaccettabile.
Per questo, tutto quello fin qui riportato serve solo per ricordarci che abbiamo fatto errori. Se non fossi stato chiaro nel mio precedente scritto, insisto nel non considerarli scusanti o alibi per Putin; ma di non negarli e di partire da essi per capire come tentare un tavolo di intesa per la pace. Con un avversario che non stimiamo, anzi aborriamo, dobbiamo comunque pensare che esiste.
E intanto: stop alle armi.

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  • Redazione

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