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DISINFETTIAMO LA SANITÀ

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“Houston, abbiamo un problema” è una frase che da 53 anni, da quando l’Apollo 13 naufragò nello spazio, viene spesso pronunciata per far intendere “c’è un guaio!”.

E, sì, c’è un guaio ai vertici della sanità italiana, perché non è possibile che un ministro si renda conto che in un decreto legge ci siano delle norme che ci mettono nelle mani dell’Organizzazione mondiale della sanità che, a sua volta è nelle mani di Bill Gates e delle multinazionali del farmaco, ossia della Grande Scimmia, la cupola finanziaria, che vorrebbe disporre della nostra salute, dei nostri corpi, della nostra libertà.

Orazio Schillaci dov’era quando si stava formulando il decreto-legge?

Ci sono responsabilità politiche che non possono essere sottaciute, in una situazione dove, ancora, dopo un anno e mezzo che Roberto Speranza se ne è andato dal ministero, ci sono norme che escono dallo stesso in linea con le logiche del governo giallo rosso e di quello dell’ammucchiata draghiana.

Non è la prima volta che Orazio Schillaci è costretto a svegliarsi a seguito degli allarmi usciti sui giornali, grazie ai quali, e grazie a quei giornalisti che fanno ancora il loro mestiere, certe furbate non passano inosservate.

Ora il ministro della Salute, Orazio Schillaci, riferendosi al certificato sanitario internazionale sul modello del Certificato digitale Covid dell’Ue, ha affermato: “A seguito dell’approvazione in Consiglio dei Ministri del decreto-legge del 26 febbraio, ritengo utile precisare che il Governo non ha alcuna intenzione di aderire al cosiddetto ‘green pass globale’ dell’OMS. In sede di conversione del decreto-legge, verrà presentato un emendamento per riformulare il testo e ricondurre la norma agli obiettivi PNRR in tema di salute, a partire dalla piena operatività del fascicolo sanitario elettronico”.

Attenzione: il decreto-legge del 26 febbraio è stato approvato dal Consiglio dei ministri. Tutti disattenti? O c’è una sorta di segreta noncuranza in relazione agli affari del Ministero della salute e dei vari organismi che presiedono alla salute degli italiani, i quali sono stati e, a quanto pare, continuano ad essere fortini dove si esercita il potere dell’Ulivo, ossia di quell’accordo tra la sinistra Dc, originata dalla finanza bianca (leggi cattolica) e la Ditta, ossia quella parte dell’ex Pci che in questi anni si è occupata a vario titolo di occupazione del potere?

Già è risultato incomprensibile il mantenimento di Roberto Speranza al ministero della Salute con il Governo Draghi o, meglio, comprensibile solo se dovuto al sostegno trasversale del solito giro ulivista ai vari livelli.

Ancora più incomprensibile è che oggi ci siano funzionari che mettono le loro mani su documenti che sono in totale disallineamento con le intenzioni e le direttive, quanto meno quelle dichiarate, del Governo Meloni.

La cessione di sovranità all’Organizzazione mondiale della sanità, organismo onusiano della cui credibilità è lecito dubitare, non solo per i suoi ormai evidenti rapporti con Big Pharma, ma anche per come ha più volte cambiato opinione durante la pandemia, è assolutamente da rigettare.

La cessione di sovranità all’Oms è l’ennesimo tentativo della Grande Scimmia di avere in mano le chiavi del mondo, nonostante il mondo stia dicendo ad alta voce che non ne vuol sapere.

Il Governo Meloni, se non vuol perdere credibilità, deve fare pulizia, deve disinfettare il fortino delle liaisons dangereuses che continuano a pregiudicare una svolta netta nella conduzione del governo della salute in Italia.

E’ ora che il Governo disinfetti le aree che presiedono alla salute. Le disattenzioni non sono più giustificate. Se Schillaci è disattento si dimetta e lasci il posto a chi è più attento di lui.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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