
di Giorgio Cattaneo
IL FALSO DIO DI QUESTO MONDO, IL VERO POTENZIALE UMANO E L’EMPIA FOLLIA DI CHI PENSA CHE ANCHE IL MALE SIA DIVINO E SERVA A FARCI CRESCERE: COSÌ SI GIUSTIFICA OGNI ABOMINIO
“Aurum”: «Lo scrive Edmo, un mio attento ascoltatore: nella visione gnostica, bene e male sono creazioni del Demiurgo. Lo spirito cosciente è oltre questa divisione, ha una propria idea di giustizia; aspira alla perfezione, non a questo mondo bipolare e decadente. E non può in nessun modo giustificare il male, o ritenerlo utile: quello semmai è il sadico gioco demiurgico. Noi infatti non possiamo subire il male. Né possiamo accettarlo passivamente, quasi fosse una lezione divina. Questo è ciò che insegnano le religioni, per dominare i corpi e le anime. Ma lo spirito davvero risvegliato non può accettare tutto ciò. Da qui la ribellione gnostica alla follia del Demiurgo».
«Il Demiurgo non è Dio. Il vero Dio non è il creatore di questo universo imperfetto: e, per migliorarci, non ha affatto bisogno di farci soffrire. Non viene dal divino il mondo materiale. Quindi, dalla materia occorre purificarsi: non attraverso l’ascesi di chi rinunzia a tutto, ma considerando il mondo materiale il nostro vero, grande laboratorio. Dobbiamo lavorare sugli aspetti più feroci della realtà e dell’attualità, perché proprio là possiamo rompere la legge dell’Arconte. Possiamo riaccendere in noi delle facoltà che nemmeno sospettiamo di possedere. E possiamo tornare a identificarci con quel Vero Io, che è consustanziale al mondo pleromatico, superiore, e quindi fuggire da questo carcere folle, che sempre più folle sta diventando».
«In questo cosmo non c’è alcuna evoluzione: al contrario, c’è una drammatica involuzione. Altro che Età dell’Oro: siamo in pieno Kaliyuga. Si moltiplica l’illusione, dunque il dolore: così l’uomo è sempre più smarrito. La sua alienazione diventa quasi assoluta. In questo senso, parlare di un intervento diretto del divino in questo cosmo è prendere fischi per fiaschi. Per quale motivo questo Dio avrebbe bisogno di far soffrire l’uomo, per aiutarlo a evolvere? Proprio per permettergli di migliorare, dice qualcuno, lo farebbe passare attraverso durissime prove. Purtroppo, è quanto vanno ripetendo molti sedicenti steineriani, svariati movimenti New Age e tante espressioni pseudo-iniziatiche».
«Secondo loro, sarebbe lo stesso Dio – per finalità evolutive – a creare ostacoli all’umanità: utilizzerebbe quindi anche il mezzo della sofferenza, della retribuzione karmica, del dolore come strumento per far evolvere l’essere umano. Tutto questo corrisponde a una visione veramente empia, che bestemmia il divino. Questa visione, inoltre, finisce col giustificare quello che, nell’accezione gnostica, è il gioco energivoro e sadico del Primo Arconte, degli altri Arconti e di tutta una struttura di parassiti, “sottili” e umani (cioè individui traditori del genere umano, che si alleano con le potenze arcontiche per degenerare la nostra specie al fine di trarne energia)».
«È una visione per cui la stessa reincarnazione servirebbe come momento evolutivo e di apprendimento: secondo alcuni steineriani deliranti, addirittura prima ancora della nascita si sceglierebbero i dolori che ci attendono, come provvidenziali occasioni per la crescita animica. Queste sono emerite idiozie, pronunciate da chi non ha la minima percezione di ciò che veramente regola e gestisce il nostro mondo. Che siano in buona fede o meno, questi personaggi promuovono una visione che addormenta ulteriormente l’individuo: lo esortano ad accettare le sue sofferenze, convincendolo che le avrebbe scelte lui stesso prima ancora di nascere (il premio, poi, arriverebbe nella vita successiva)».
«Un mucchio di scemenze, insomma, che costringono l’uomo a mantenere il paraocchi dell’illusione. E la rafforzano: perché, nel piano originario dal quale l’uomo proviene, la sofferenza non c’è. Non c’è mai stata, né mai ci sarà. È piena vita e piena bellezza: da là l’uomo viene, e là deve tornare. L’esperienza della caduta nel dolore è l’essere intrappolati in una prigione cosmica, piena di meccanismi energivori e assolutamente involutivi. Qualcuno può davvero credere che il mondo sia migliorato, dopo le ultime tragedie collettive, avendo l’umanità fatto tesoro di qualche lezione? Oggi più che mai, i progetti contro-iniziatici di controllo del mondo stanno correndo, verso un “efficientamento” della “resa energetica” della “fattoria umana”».
«Siamo al delirio dei nuovi ideologismi, in ogni campo, dalla politica globale all’ambito biomedico: più che risvegli coscienziali, la crisi pandemica – grande acceleratore – ha prodotto soprattutto addormentamenti. Dobbiamo saperlo: gli elementi contro-iniziatici apicali sono in combutta con certe entità parassitiche, che vogliono rendere l’umanità una sorta di allevamento zootecnico da predare energeticamente. Estrarre la nostra energia: è l’obiettivo dei poteri arcontici con i loro alleati umani, traditori del genere umano. Tutto questo, secondo gli gnostici, risale alla necessità energivora del falso Dio, il Primo Arconte e i suoi sottoposti, nella piramide invertita del potere».
«La scintilla divina, che è presente in ogni essere umano, proviene da un altro cosmo ed è infinitamente potente. Ecco perché i parassiti vogliono controllare l’uomo: è come se dentro di sé avesse l’energia nucleare, in un cosmo dove la massima energia viene dalla combustione del carbone. Per questo l’essere umano viene ingabbiato in catene, mentali e fisiche, da parte delle potenze arcontiche che ci governano, insieme agli indegni umani loro alleati. Tramite il furto di energia, di cui è costantemente vittima, l’uomo è l’unico soggetto che può tenere in vita questi esseri (che non hanno in sé alcuna energia vitale autonoma)».
«L’uomo potrebbe arrivare ben oltre, fino al Mondo Pleromatico. Il falso Dio, e così tutti i suoi Arconti, non hanno nemmeno l’energia sufficiente a rimanere in vita. E allora la devono rubare all’essere umano: che è l’unico ad avere qualcosa in più, rispetto a qualsiasi altra forma di vita presente in questo cosmo materiale. Quindi, attenti agli illusi e ai manipolatori malintenzionati: la nostra sofferenza non è voluta da un vero Dio. Non è mai decisa dal divino, tantomeno per generici scopi evolutivi e peraltro sempre vacui, che si pretende servano a impartire insegnamenti destinati alle vite successive».
«Come spiegare una teoria simile ai bambini macellati sono le bombe? Davvero quella sorte l’avrebbero scelta loro, ancor prima di nascere, pensando all’evoluzione della loro coscienza? Questi sono tutti velenosi specchietti per le allodole. La verità è che l’uomo, in questo cosmo, è prigioniero. E – da schiavo – deve tornare pienamente padrone: non di questa realtà, che è insignificante, ma di se stesso. Allora tornerà a quella realtà di luce che egli è, nel suo profondo, e che è consustanziale alla Luce medesima: ovvero il mondo del Pleroma, il mondo della piena bellezza e della piena vita».





