
di Alessandro Roazzi
In Sardegna la destra perde per arroganza, mal governo e divisioni pedestri. Era ora. I sardi non hanno molto da gioire con chi arriva, ma hanno mostrato carattere e buon senso. Eppure il tempo nel quale erano vicini ai …populares, quelli veri, quelli Romani, resta molto lontano.
Allora il legame venne saldato da Marco Porcio Catone che da governatore caccio’ gli usurai dall’isola e viaggiava ovunque non con il codazzo da capo clan ma solo con gli aiutanti necessari.
Catone e‘ stato probabilmente il primo giustizialista della storia italica, ma con una stoffa e una coerenza imparagonabile a quella dei populisti di oggi. Ed era conservatore ma nella accezione migliore del termine: conservare con la tradizione ideali trasmissibili ai giovani.
Oggi il can-can sull’alternativa purtroppo pare essere assai poco motivato in rapporto a tali osservazioni, il vero appuntamento resta quello delle Europee, molto importante perché’ l’Europa rischia di rimanere sola nel panorama internazionale.
La destra intanto comincia a mostrare i limiti del cartello elettorale nel quale due partecipanti, Lega e Forza Italia, sono in declino e la Meloni non pare in grado di ottenere con l’esercizio di governo e quindi sugli inesistenti risultati conseguiti ancora quel consenso che ha il sapore di una svolta.
In Abruzzo questo scricchiolio potrebbe ripetersi. Non sarebbe male. Intanto rallegrarsi per il voto in Sardegna? Nel giorno in cui si registrano due nuovi morti sul lavoro non e’ certo il momento per esultare,
Firenze non e’ servita, il cinismo politico ha già insabbiato l’emozione. Inoltre è dubbio che l’avvio del nuovo corso sia quello che incoraggia la speranza se le prime parole di giubilo sono effettivamente state “vendicate le manganellate”.
Per ora…aridatece Catone, severissimo, onestissimo, capacissimo. Poi meglio che le opposizioni invece che proseguire con gli slogan riflettano sugli errori della destra e sulla loro mediocre superficialità.
La nostra societ’ non e’ estinta, vuole cambiare ma ha bisogno di guardare avanti, non il proprio ombelico, e di una bussola che non tradisca le attese.





