
di Ugo Busatti
Oggi poche righe su una notizia veramente triste. Nel 2023 gli italiani hanno chiesto 1 miliardo di euro di prestiti personali per pagarsi le spese mediche. Il dato viene diffuso da chi di prestiti personali, ovvero dalla usura legalizzata, se ne intende.
É una fotografia di una societá al collasso. Non é un insulto parlare di usura legalizzata se nel 2022 il Taeg medio riservato a chi aveva sottoscritto un prestito personale per spese mediche era stato pari al 9,41%, valore salito al 10,86% nel 2023, in aumento del 15,4%.
Se prestare soldi a simili tassi puó essere una scelta commerciale, giustificata se si vuole comperare un’auto nuova o un telefonino, vedere che c’é gente obbligata a ricorrere a tali estremi per curarsi, fa male.
E ancora piú male considerando che a fronte di un aumento del numero di domande piú gente ne ha bisogno) c’é una diminuzione della somma richiesta mediamente, questo perché da un lato si chiedono soldi anche per fare visite mediche, quindi meno costose di un intervento, e dall’altro l’aumento dei costi del finanziamento costringono a diminuire la somma richiesta, perché non ce la si fa a ripagare la rata.
Che dire di uno Stato che invece che mandare soldi all’Ucraina dovrebbe pensare alla salute dei propri cittadini e si volta dall’altra parte? E consente questo scempio? Indebitarsi a tassi indecenti per potersi curare?





