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NEI MOMENTI STORICI OCCORRONO SCELTE POLITICHE AUTENTICHE

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di Ugo Busatti
 
“Storico” é un aggettivo abusato oggi dalla politica. Ma in realtá, oggi, abbiamo una occasione “storica” di esercizio di democrazia, quella vera e non farlocca.
Anestetizzati da altre notizie e depistaggi di opinione pubblica, non diamo abbastanza peso al solo evento che ci dovrebbe interessare. Composto da una madre e una figlia.
La madre é la guerra in Ucraina che stiamo foraggiando con l’invio di armi. La figlia é la quantitá incredibile di denaro che ci costa e ci costerá (si parla di mille miliardi) l’annessione e la ricostruzione della Ucraina.
Una politica saggia cercherebbe una soluzione ormai improcastinabile, smetterebbe immediatamente di inviare armi, e prenderebbe tempo per le nuove annessioni alla UE che saranno devastanti per tutti noi ( rivolta agricola insegna).
Ma la politica non é saggia. Ha altri interessi.
E noi abbiamo una opportunitá, appunto storica, di poter se non cambiare, almeno chiarire ai politici che stanno agendo contro il volere popolare.
Ci si deve rivolgere ad un partito, quale che esso sia, qualunque altra cosa voglia, che chiaramente ed inequivocabilmente metta come PRIMI due punti del programma alle elezioni europee, la cessazione di aiuti militari ed economici all’Ucraina, e il rinvio a tempo indeterminato di nuove adesioni alla UE.
Questo partito dovrebbe fare gruppo con altri partiti analoghi in Europa con gli stessi due punti primi di programma.
Dovrebbe diventare una sorta di referendum dei cittadini europei, che dovrebbero dare un segnale forte ed inequivocabile che la UE rifiuta le guerre inutili e vuole crescere in un ambiente pacifico con tutti i naturali partner economici. USA, Russia, Cina.
Non vi interessa questo messaggio? Pensate ancora che sia importante l’inflazione, quanto costeranno le spiagge, o chi vince Sanremo?
Abbiamo bisogno di un partito che guidi questo “referendum”. Vanno bene tutti anche Santoro, Di Battista o magari altri.
Chiunque va bene, purché siano chiari i primi due punti. No armi, No nuovi membri UE ( per ora). Ma devono essere i cittadini europei a dirlo. E un gruppo europeo di leader deve guidare la comunicazione per farlo capire alle persone.
L’alternativa non la auguro ai nostri figli e nipoti.

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  • Redazione

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