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GUARDIAMO AVANTI SOSPINTI DAL RESPIRO DI DIO

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La via iniziatica è ripristinare il legame fra il visibile e l’inesprimibile, al di là del muro magnetico del nostro mondo. La Caduta, infatti, spostando il nostro centro o asse verso l’esterno ha prodotto una scissione parziale tra noi e il principio divino. La Via, perciò, è ricordare ciò che eravamo; è osare di attingere l’abissale realtà, la pienezza. Chi può concepire questo desiderio – perché è giunto a sentire che l’aldiquà non gli basta – ha aperta davanti a sé la via della liberazione.
Il problema non nasce dalle difficoltà tecniche. Il problema è concepire il passato come modello a prescindere, evitando ogni cosa del presente ritenendola contaminata, decaduta.
Gli eroi, gli iniziati, i maghi ermetici dell’antichità, devono esserci di esempio, ci dovrebbero indurre ad agire di conseguenza. Il rischio è guardarci indietro e vivere solo di idee-forza, dimenticando che la tradizione, ciò che è trasmesso, pur non cambiando nella sostanza muta nella forma secondo i tempi. La spada va bene nelle fiere paesane, sul set cinematografico, nell’addestramento personale, come simbolo, ma non come strumento agente.
Il nostalgico non cammina nella direzione necessaria. Le scolastiche che derivano dagli studi degli autori tradizionali, non ci fanno avanzare di un passo. Gli esoteristi che si citano addosso, possono incantare i fedelissimi, ma il mondo continuerà a schiacciarci ugualmente. L’azione guidata dalla consapevolezza è la chiave della rivoluzione.
La sfida è tremenda, perché combattiamo contro potenze oscure, organizzate, piene di risorse materiali e psichiche. Solo lo spirito rivelato in ognuno di noi è vincente. Il mito incapacitante sta nell’attendere che il vecchio muoia. Campa cavallo. In questi sgoccioli del ciclo storico che ci toccano in sorte, dobbiamo far nostro ogni strumento utile posto al servizio di un’etica che si fa estetica.
Conta il movente, con che animo ci battiamo, cosa siamo disposti a sacrificare. Rifugiarsi in un passato mitizzato perché il presente è meschino e decaduto, non basterà. Se crediamo di resistere partecipando ai convegni su Tolkien, Evola, Guénon e Steiner, dopo aver letto le loro intere bibliografie, non fa di noi degli eroi né dei cavalieri; o scrivere brodetti biografici su Giambattista Vico, non farà di noi oppositori convincenti al sistema.
Oggi all’intelletto deve aggiungersi il coraggio, così quando il momento è proprizio si abbandonano penna e divano e si raggiunge il fronte. Se l’acqua vivente ristagna, il fuoco di Vesta si spegne per mancanza di propellente, allora dobbiamo attingere alla Fonte di Vita che scorre da millenni incorrotta e copiosa, solo così armeremo lo spirito e potremo agire, calmi e limpidi, contro il caos.

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  • Redazione

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