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ARRETRAMENTO E PACE

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di Giovanni Bernardini

Intenti a discutere del festival di Sanremo molti sembrano non accorgersi della situazione drammatica che il mondo sta vivendo.
L’occidente è sotto attacco, questa la tragica verità che tantissimi occidentali hanno paura di riconoscere.
E’ sotto attacco in medio oriente. Sottolineo, in medio oriente e non solo in Israele. I ribelli Houti, longa manus dell’Iran ricattano l’occidente: o i vari stati fanno la politica che noi decidiamo o blocchiamo il traffico commerciale nel mar Rosso. Un gruppo di pirati si arroga il diritto di mettere in ginocchio le economie occidentali.
E’ sotto attacco in Ucraina.
E’ potenzialmente sotto attacco in estremo oriente con la Cina che rilancia di continuo la sua pretesa di annettere Taiwan.
La situazione fa paura, ed è quindi tutto sommato naturale che vasti settori della pubblica opinione reagiscano sostenendo la tesi dell’arretramento.
Ieri, nel 1939, in tanti si chiedevano: morire per Danzica? Prima si erano chiesti: morire per Vienna? Morire per i Sudeti? Morire per Praga?
Oggi in molti temono che la situazione peggiori e paventano domande simili.
Morire per Israele, per quei rompiscatole di ebrei?
Morire per Kiev?
Morire per Taiwan?
Il caso di Taiwan è più complesso in realtà. Si, perché Taiwan è il primo produttore mondiale di microprocessori, quei cosini che oggi sono un po’ ovunque e gli occidentali, anche i più pacifisti, non amano rinunciare ai vantaggi della tecnologia… però… però i microprocessori si possono comprare anche dalla Cina…
Così si diffonde in occidente una strana idea: al diavolo Israele, al diavolo l’Ucraina, al diavolo, se proprio ci saremo costretti, anche Taiwan. L’importante è la pace, meglio ancora, l’importante è esser lasciati in pace.
Si tratta di una illusione, della solita vecchia illusione di chi pensa che cedere ai prepotenti sia il modo migliore per evitare il peggio..
Il fondamentalismo islamico non colpisce solo Israele.
La Russia di Putin ha mire aggressive che vanno ben oltre l’Ucraina
La Cina vuole diventare la potenza egemone mondiale.
Ma, illusioni a parte, c’è qualcosa di formidabile che si oppone alla prospettiva dell’arretramento che affascina tanti occidentali.
E’ la volontà dei popoli interessati.
Gli ebrei israeliani non ci stanno a farsi massacrare, perché questa sarebbe la conseguenza di una vittoria di Hamas, per salvare il quieto vivere di tanti occidentali.
Gli ucraini non ci stanno a farsi “denazificare” per salvare la “pace”.
Gli abitanti di Taiwan non accetteranno mai di diventare cittadini della Cina comunista o post comunista.
Chi elabora piani di ritirata che passano sopra la testa dei popoli interessati deve sapere che questi non ci stanno. Non tener conto di un simile “dettaglio” vuol dire non essere realisti.
Oggi come ieri la pace si difende opponendosi alle pretese dei prepotenti e dei fanatici, non cedendo alle stesse.

Autore

  • Redazione

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