
di Alberto Frau
Per una volta l’Italia è al primo posto nell’applicazione di una direttiva Ue: quella che chiede più concorrenza e comporta la liberalizzazione del mercato elettrico, eliminando il servizio di tutela nella fornitura del gas (dal 1 gennaio 2024) e della luce (dal 1 luglio 2024).
Sarebbe una bella notizia se non avessimo deciso di applicarla nella forma più estrema (tra l’altro non necessaria) vincolandola, tra l’altro, all’erogazione dei fondi del Pnrr.
A ben vedere, la tariffa pubblica (e relativo monopolio) non è mai stata un’italica eccezione. Secondo il rapporto della Commissione europea («European barriers in retail energy markets») 10 Paesi godono di una tariffa agevolata sia per il gas sia per l’elettricità: Ungheria, Romania, Bulgaria, Slovacchia, Francia, Polonia, Spagna, Portogallo, Belgio (e l’uscente Regno Unito); 3 solo per l’elettricità: Lituania, Cipro e Grecia e 2 solo per il gas: Lettonia e Croazia. Oggi, invece, ad aver messo tutto nelle mani del «mercato libero» ci siamo solo noi, in compagnia di Lituania e Romania (sic).
Non è così che si genera la concorrenza in un simile mercato, ma dal confronto tra operatori che, non nascono come funghi prataioli dopo un’attesa pioggia, ma hanno i giusti attributi per competere in maniera economica sui prezzi e diversificare i servizi. Ne consegue che:
a) molti fornitori sono in realtà degli intermediari, spesso sottocapitalizzati, e quindi non in grado di sostenere la più piccola crisi, per cui falliscono. E i fallimenti ricadono sempre sulle spalle della collettività;
b) la vischiosità e l’opacità delle offerte disorienta il consumatore, che (nella migliore delle ipotesi) tende a tenersi il contratto che ha; e ciò irrigidisce il sistema che, dunque, mantiene prezzi alti.
Lo scrive anche l’Agenzia europea per la Cooperazione fra i regolatori dell’energia (Acer) che la crescita esponenziale degli operatori è un problema serio. Ad onor del vero, la Presidenza del Consiglio dei ministri, nell’ultimo decreto di fine 2023, si è impegnata a rafforzare «gli strumenti finalizzati a prevenire ingiustificati aumenti dei prezzi e possibili alterazioni delle condizioni di fornitura di energia elettrica». Quali, però, non si sa!
Ma: «Chist’è ‘o paese d’ ‘o sole, chist’è ‘o paese d’ ‘o mare, chist’è ‘o paese addó tutt’ ‘e pparole, so’ doce o so’ amare, so’ sempe parole d’ammore».





