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MUTAMENTO ANTROPOLOGICO

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di Carmine Paradiso

Percorrere una lunga strada cittadina con spirito d’osservazione, riserva tante sorprese, ogni angolo offre scorci diversi, novità, cose vecchie e nuove che depositano in noi le più originali e variegate sensazioni.

Nel medesimo modo il percorso di vita personale e pubblica, offre novità ad ogni angolo. Mutano i nostri simili, mutiamo noi stessi, mutano i sistemi di vita personali e collettivi.

Quando l’Umanità viene coinvolta ed affratellata in un medesimo sconvolgimento epocale, la vita di tutti è messa in pericolo da fenomeni che, per essere compresi, richiedono una deformazione del nostro modo d’essere e di pensare, tanto da dover rinunciare, persino, al tentativo di comprendere, è segno che sta manifestandosi qualcosa, certo di incomprensibile, ma , soprattutto di nuovo, di sconvolgente, di apocalittico… 

il termine non è eccessivo.

La Terra piange e, con essa, coloro che sono capaci di provare emozioni profonde, perché privi di condizionamenti. 

Prevale il desiderio di evadere da un mondo perverso, indotti dalla frenesia di fare o dal moto del pianto. 

Un pianto interiore, dell’anima provata da un virtuale bombardamento mediatico senza bombe, più pericoloso perché invisibile, dal quale è impedito difendersi. 

Non è chiaro a nessuno, se dobbiamo proteggerci da soli o essere protetti. 

Non suona la sirena dell’allarme aereo, non serve recarsi in un rifugio. All’apparenza, nelle città, nelle campagne, sul mare, ogni cosa è normale, la Natura osserva gli esseri umani impassibile e attonita, sembra che la vita scorra regolarmente, gli ordigni non sibilano cadendo dall’alto, ma colpiscono silenziosi, nascosti alla nostra vista.

I governi del Globo che hanno il dovere di proteggere le genti, loro primario e unico compito e ragione d’essere, al quale sono stati delegati dai sistemi democratici, hanno subito un travaglio esistenziale, il loro atteggiamento è mutato, sbiadito, assente, un’assenza palpabile. Non rappresentano più i cittadini di riferimento di un tempo che ormai disorientati, avvertono di essere orfani di un punto di riferimento, su cui poggiare il proprio credo di civiltà cui affidarsi. 

Una mutazione genetica, silente rivoluzione interna, ha portato le compagini politiche a scambiarsi tra loro le platee di riferimento. Da sinistra a destra, da destra a sinistra. Un minuetto.

Gli elettori di sono trasformasti in “pubblico”, silenti spettatori. La classe media ha subito un processo di elefantiasi, incorporando molteplici fasce sociali. La massificazione sociale ha sfibrato il tessuto umano.

Borghesia, proletariato non si sa più cosa rappresentino.

Una trasformazione sociale, naturale evoluzione delle società, in tempi “normali” rappresentava un bene, oggi ha scavato profondi vuoti non ancora colmati. 

La società si trasforma, è nella natura delle cose. Si cambia abito, si sposano interessi diversi, stili di vita nuovi, si vota diversamente nelle cabine elettorali perché differenti sono interessi e partiti.

Èun’involuzione antropologica, muta la consistenza e la composizione sociale.

L’industria, dopo aver imboccato uno scambio ferroviario in velocità, percorrendo una via parallela, non s’incontra con la retta che le corre a fianco. Sventola un vessillo innaturale e non proprio, ma che l’evoluzione imposta dei tempi le ha fatto assumere come proprio. 

Il potere politico è in affanno, insegue quello finanziario, assumendo nuovi connotati e scelte, modificando la propria visione delle cose, indirizzandosi verso colori, interessi e scopi diversi da quelli originari.

Un astronauta che tornasse sulla Terra dopo anni di girovagare nello spazio, se volesse tentare di comprendere, interpretare le vicende del mondo contemporaneo, secondo gli stilemi del passato conosciuto anche recente, rischierebbe di andare in confusione mentale per l’avvicendarsi tumultuoso degli eventi.

Il virus del daltonismo politico è entrato nella circolazione arteriosa, confondendo concetti e programmi, non più confrontabili con il passato. 

All’inizio dell’ultimo decennio del 1900, la comunità mondiale iniziava la sua mutazione genetica.

Le categorie più fragili contemporanee sono divenute altre, non più collocabili nei vecchi schemi, oggi il loro vessillo è innalzato dai nuovi disoccupati a vita, dai nuovi precari ad aeternum, dai sessantenni senza pensione. Figure sociali, umane nuove, prive di rappresentanza politica. La loro sorte non interessa i movimenti di opinione.

L’89 del novecento ha avuto la medesima valenza storica del corrispondente anno del 1700, un cambiamento socio-politico-economico che costituirà materia di studio quando, in un futuro non molto vicino, ci si vorrà cimentare gli esiti di oltre trenta anni di Storia.

Anche due secoli prima, nel 1789, la Rivoluzione Francese produsse la trasformazione del Mondo dell’epoca, portò alla scomposizione e ricomposizione dei ceti di cittadini che costituivano il tessuto sociale del momento. Borghesia, clero, aristocrazia, trovarono un nuovo equilibrio formando un nuovo sostrato sociale, dando vita ad un cambiamento epocale. 

I mutamenti sociali nelle comunità umane segnano le epoche che scorrono nei diversi passaggi storici, sui quali è dovere oltre che interesse di tutti, mantenere alta la vigilanza per non restarne travolti.

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  • Redazione

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