
di Savino di Scanno
“Nulla si crea, nulla si distrugge ma tutto si trasforma” è quanto affermava Antoine Laurent de Lavoiser a proposito della “Legge della conservazione della massa”.
Partendo dalla “meccanica classica” in Fisica si propongono alcune ipotesi di riflessione al lettore già preso dalle dinamiche sociali dell’inizio settimana.
Si scriverà di fatti, di interessi, ma soprattutto di “sogni”. I fatti sono che nel bacino del Mediterraneo vivono 22 Paesi, 12 europei, 5 asiatici e 5 africani. Quello che fu definito “mare nostrum” è l’origine della civiltà occidentale ma lo si scrive solo per scrupolo avverso considerazioni difformi da parte degli invasati del cancel culture. In questa area nel 1950 vivevano circa 206 milioni di persone, nel 2020 circa 522 milioni di persone e le previsioni ipotizzano nel 2050 la presenza di 635 milioni di abitanti.
Sono fatti incontrovertibili. Come è un fatto altresì incontrovertibile che le attuali autorità governative europee trovano asilo come sedi istituzionali nel nord dell’Europa e ciò come conseguenza che in tali aree si definì la fine della Seconda guerra mondiale con i nuovi asseti geopolitici che derivarono dagli accordi di Yalta del febbraio 1945.
Mutano i tempi in quanto mutano gli interessi. La tanto vituperata UE che di “guai” ne ha commessi più di quanti ne abbia potuto pensare ha dalla “sua” sempre il fatto di aver garantito all’Europa uno dei periodi di pace più lunghi degli ultimi secoli. Si ripete che le vicende umane mutano sempre in relazione alle condizioni economiche perchè queste e solo queste sono all’origine delle guerre. E di guerre, quelle vere, in questo momento ne abbiamo ben 2 ovvero un conflitto in Ucraina a seguito dell’invasione russa, aspetto questo che sembra dimenticarsi negli ultimi tempi, ed un conflitto sulle coste orientali del Mediterraneo a causa della barbarie di Hamas verso la popolazione israeliana ed anche questo risente di interpretazioni diverse a seconda del ristorante serale che si frequenta.
E l’interesse in questo momento più seguito è la costruzione della “Via del Cotone” che inciderà notevolmente sulle economie occidentali nei prossimi decenni, vero motivo dell’imponente schieramento di navi occidentali tra il Golfo Persico, l’Oceano Indiano, il Golfo di Aden ed il Canale di Suez. Ma veramente, caro lettore, si può credere che noi schieriamo le navi per quei 4 cammellieri houthi armati di rpg di memoria della guerra afgana contro i russi? Schieriamo le navi perché dovranno essere costruite le condotte per il trasferimento di energie dall’India alla penisola arabica fino ad Haifa e da quel porto giungere in Italia e risalite per il nord Europa.
Sarebbe un sogno creare a Roma un Parlamento per i Paesi EMEA, che poi trattasi di acronimo di Europe-Middle East-Africa. Sarebbe un sogno realizzare un’assise politica con i rappresentanti di Paesi la cui sommatoria di popolazione renderebbe tale area la più popolosa al mondo. Sarebbe un sogno vedere percorrere le strade della “Città Eterna” i variopinti rappresentanti di tutti i Paesi sopra citati, in carne ed ossa e non come ologrammi del metaverso. Sarebbe un sogno da regalare alle nuove generazioni come nuovo obiettivo per migliorare le proprie economie, le condizioni dei meno fortunati.
Ma non era un sogno il “…fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza..” quello che Dante fa’ compiere ad Ulisse quando con il suo equipaggio solca l’ignoto lasciandosi alle spalle le Colonne d’Ercole?
Caro lettore, lo sai tutto questo come si chiama? Si chiama Umanità che con l’aiuto di Dio continuerà ad andare avanti senza alcuna necessità della IA o di chip nel cervello.
Sarà così……..





