
Ci voleva lo spauracchio della Dexit, l’equivalente della Brexit, per far confessare al socialdemocratico Olaf Sholz che la Germania, grazie all’Unione Europea, ha guadagnato più di tutti.
Lo spaventapasseri l’ha agitato AfD, il partito di destra che i verdi, in omaggio alla democrazia, vorrebbero fosse dichiarato fuori legge, nonostante viaggi introno al 24% dei consensi, posizionandosi come secondo partito, dietro la Cdu-Csu al 29%. Male i partiti di governo: Spd al 15%, Verdi al 12% e Fdp al 6%, per un totale del 33% per l’esecutivo di Scholz.
Visto lo spaventapasseri, Sholz c’è cascato e al Financial Times ha confessato quello che sapevamo da tempo, ossia che la Germania, grazie ai trattati europei e all’Unione, così come è fatta, ha agito da padrone, facendo i propri interessi e imponendo le proprie linee politiche a discapito degli altri Paesi europei.
Scrive il Financial Times, quotidiano economico-finanziario britannico di proprietà della holding giapponese Nikkei: “La mossa “Dexit” dell’AfD distruggerebbe la ricchezza della Germania, afferma il cancelliere Scholz, che definisce la Brexit un “disastro economico” per il Regno Unito, criticando duramente la proposta del partito di estrema destra di lasciare la Germania dall’UE”.
“Il cancelliere tedesco Olaf Scholz – prosegue il periodico britannico – ha criticato l’estrema destra Alternativa per i piani tedeschi per la “Dexit”, affermando che qualsiasi mossa per lasciare l’UE sarebbe catastrofica per la più grande economia del blocco. «Sarebbe il più grande distruttore di ricchezza che possa mai accadere all’Europa e alla Germania – ha detto al Bundestag.- Il nostro Paese ha tratto profitto più di ogni altro dall’UE e dalla cooperazione [europea]».
Le dichiarazioni di Sholz sono arrivate dopo che una settimana fa la leader del partito AfD, Alice Weidel, aveva dichiarato al Financial Times che la Brexit era un “modello” per la Germania .
Weidel, a dire il vero, aveva affermato che un governo che comprendesse AfD cercherebbe di riformare l’UE e di eliminare il suo “deficit democratico”.
Questione più che mai all’ordine del giorno, visto che l’Unione Europea, che doveva essere una Federazione di Stati democratici, cosa sia la democrazia s’è l’è dimenticato da tempo, pensando di essere il comitato di realizzazione delle follie di Davos, con il potere delegato agli ottimati.
Un esempio eclatante (ne parla Marforius in questo numero del Giornale) è la Bce della signora Lagarde che si mette a fare politica green e climatica. I banchieri facciano i banchieri e non le truppe cammellate della cupola capitalistica finanziaria.
Weidel, dopo aver detto quello che dovrebbero dire tutti i democratici, ha detto quella che è un’altra “eresia” per coloro che hanno perso la bussola, la testa e la dignità. Se non funzionasse la riforma dell’Unione, allora “dovremmo lasciare che sia il popolo a decidere, proprio come ha fatto la Gran Bretagna. E potremmo indire un referendum sulla ‘Dexit’, ovvero l’uscita della Germania dall’UE.”
Oddio, il popolo chiamato a decidere. Non sia mai.
“L’opinione di Scholz – scrive il Finacial Times – è ampiamente condivisa dagli imprenditori tedeschi”.
Ci mancherebbe.
Con la Merkel e con i suoi governi, e ora con quello di Sholz, la Germania ha imposto il rigore agli altri Paesi europei, ha delocalizzato le sue aziende in Cina, ha usufruito del gas russo a basso costo.
Poi è arrivata l’America a tagliare i rapporti con Russia e Cina e a mettere in ginocchio la Germania, che ora fa confessione pubblica di aver usato l’Unione Europea come il suo giardino di casa.
Ovviamente Sholz, secondo il copione dei socialdemocratici, dei socialisti, delle sedicenti sinistre, ha tirato in ballo lo spauracchio fascista, anche se nel suo dire non ha potuto sottacere che il vero destinatario delle lamentazioni sono gli Usa.
“Scholz – riferisce il Financial Times – ha detto ai parlamentari che la storia della Germania significa che ha l’obbligo «di diventare un baluardo contro le forze di estrema destra come l’AfD. Con il populismo di destra che guadagna così tanto sostegno negli Stati Uniti, con la Brexit che getta il Regno Unito nel disastro economico, con così tanti governi in Europa sostenuti da populisti di destra – e talvolta sono anche al governo – allora noi in Germania abbiamo un ruolo , derivanti dalla nostra storia, per fermare questa tendenza e per farlo insieme».
Caro Sholz, vallo a dire ai greci, che la tua Germania ha ridotto alla fame per poi portare a casa tutte le infrastrutture più significative del Paese, che sei il baluardo dell’antifascismo. Sai cosa se ne fanno.
Il re è nudo. Non solo: si confessa pubblicamente. Poi, in un tentativo estremo di pudicizia, si mette il velo dell’antifascismo.
Sholz ha detto quel che doveva dire, ossia che la Germania, da Maastricht in poi, ha usato l’Unione Europea per fare gli affari propri in barba a tutti quanti.
La festa è finita e, con la festa, è finito anche Sholz, assieme ad una socialdemocrazia che ha tradito la sua base originaria per vendersi al capitalismo finanziario.





