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L’IMPORTANZA DI COMPRENDERE

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di Sergio Restelli

Siamo attraversati da una rete fittissima di eventi piccoli e grandi, sonori e visivi che ci costringono ad innalzare filtri per non esserne travolti. Sentiamo il bisogno di difenderci, di riservarci un ambito di privacy per coltivare la nostra interiorità. Il contesto in cui siamo immersi è diventato caotico, per cui non ci favorisce nel fare discernimento tra ciò che va accolto e quanto va lasciato cadere. Mi auguro che si senta sempre di più il bisogno di una igiene mentale ed emotiva perché in questo attraversamento scomposto di eventi, sensazioni, emozioni, corriamo il pericolo di non cogliere ciò che veramente è importante, di non accorgerci di realtà significative per il nostro vissuto umano e spirituale. Le troppe distrazioni che diventano sovente affanni si affacciano invadenti, ma penso che non ci tocchino profondamente, tanto meno ci cambino. Un nostro sano equilibrio comporta necessariamente l’ascolto e la presa di coscienza di sé, ovvero la consapevolezza dei propri bisogni, emozioni e sentimenti. Ascoltarsi ci è utile per individuare ciò che ci manca, che desideriamo e di conseguenza scoprire cosa fare per ottenerlo. Spesso l’individuo elude il confronto con se stesso, perché questo gli permetterebbe di accorgersi di ciò che non lo rende pienamente soddisfatto nella vita e costringerlo ad operare un cambiamento. Infatti, la mancanza di ascolto interiore corrisponde alla mancata accettazione di ciò che ci rende infelici e non ci fa stare bene. In virtù di questa strategia di evitamento della realtà, si finisce con l’utilizzare sempre gli stessi schemi abituali di comportamento, perdendone la coscienza e il controllo. La persona risulta così desensibilizzata e immobilizzata rispetto alle proprie scelte di vita e rischia di perdere man mano le redini del proprio destino. Per potersi sentire adeguati e riconoscere le proprie risorse, per meglio adattarsi ad uno stile di vita che sia davvero consono alla realizzazione dei propri obiettivi, è’ necessario recuperare la piena consapevolezza, attraverso un processo continuo di ascolto interiore, inteso come la capacità di restare in contatto con il proprio vissuto e con la percezione delle proprie reazioni al mondo esterno. Si tratta di una vera e propria abilità, che va appresa ed esercitata come mezzo per la crescita e lo sviluppo personale e che consiste nell’adattarsi in maniera 

creativa all’ambiente, in modo da poter assimilare e prestare attenzione a tutti gli elementi che l’ambiente circostante offre e saperli considerare a proprio favore. Così ad esempio in una relazione, imparare l’ascolto interiore significa accorgersi di quello che recepiamo dell’altro e che sentiamo di dare all’altro, nonché predisporsi ad un atteggiamento di apertura attiva, piuttosto che accettare di vivere passivamente le dinamiche disfunzionali del rapporto. In questo caso l’ascolto interiore ci permetterebbe di sentire di cosa abbiamo bisogno e di percepire, se l’altro è in grado di rispondere alle nostre aspirazioni, così come è utile metterci in ascolto dell’altro per accorgerci se riusciamo a fare lo stesso. L’ascolto deve essere sempre focalizzato sia sui processi interni che su quelli esterni per scoprire quali aspetti della nostra vita non ci permettano di sperimentare e quali esigenze non siano soddisfatte, perché ascoltarsi vuol dire auto-osservarsi, riattivando spesso anche emozioni e parti di sé che vengono solitamente ignorate e lasciando che si esprimano liberamente senza vagliarle.

L’ascolto interiore è centrale all’interno di un percorso poiché diventa un veicolo attraverso cui rispecchiarsi e parlare con se stessi, così da aprire un dialogo soprattutto con le parti della nostra personalità rimaste inascoltate.

incentrando principalmente sul confronto dialettico tra la parte che emerge in maniera più dirompente nella vita attuale dell’individuo, e quella che solitamente viene messa da parte e non si esprime come vorrebbe per dare voce ad entrambe le parti, in modo che ognuna si metta in ascolto e possa manifestare le proprie necessità al cospetto dell’altra. Questo impegno implica che si parli delle proprie emozioni quantomeno ad un interlocutore immaginario, che in questo caso è una parte di sé. Così si può ascoltare le richieste esplicitate da ogni parte, a seconda delle esigenze di ciascuna, e concordare le modalità per concedersi in ciò di cui ha più bisogno. Questa esperienza, attraverso l’ascolto e l’esplorazione di aspetti sconosciuti di sé, facilita il contatto con il flusso delle proprie emozioni, che diventa fondamentale ai fini di un’adeguata percezione per discriminare ciò che piace da ciò che non piace, permettendo alla persona rispettivamente di avvicinarsi o allontanarsi dalle esperienze di vita che sono più o meno consone ai suoi bisogni. Un buon ascolto interiore comporta l’auto-indagine, ovvero la messa in discussione della nostra visione del mondo e della posizione che vi occupiamo, oltre che l’apprezzamento della pienezza di ciascun momento della nostra esistenza. L’ascolto, inteso qui anche come auto-consapevolezza, riguarda soprattutto la capacità di restare in contatto con la realtà, che consente di tenere presente ciò che conta veramente e che spesso ci si ostina ad occultare, considerato che il nostro normale stato di lucidità è gravemente limitato dall’intrusione di pensieri inutili indotti da timori e insicurezze. L’ascoltare consiste nel prestare attenzione di proposito alla realtà in atto e valutarla per quello che è, grazie ad una costante cura e discernimento delle nostre percezioni, che si possono alimentare quando ci impegniamo a prestare attenzione all realtà senza lasciarci condizionare da opinioni e pregiudizi, proiezioni e aspettative e allora si aprono nuove possibilità.

Si tratta di un addestramento al piacere del riappropriarsi della qualità della propria vita e apprendere cosa determina il proprio benessere. Infatti, la percezione delle sensazioni, delle emozioni ci consente di definire e di raggiungere i nostri obiettivi e per riconoscere le emozioni che proviamo è’ necessario porre l’attenzione in modo intenzionale, così da monitorare i nostri bisogni. L’osservazione di come ci sentiamo è fondamentale nel vivere perché il nostro organismo è governato da un principio di regolazione omeostatico, secondo il quale per ogni bisogno che emerge, ne sopravviene un altro che ne impedisce la soddisfazione, se prima non si è appagato quello prioritario. Pertanto, i bisogni si ripresenteranno all’infinito, facendo nascere un senso di frustrazione costante se non li teniamo in considerazione. Sebbene la nostra abitudine a prestarvi scarsa attenzione sia un meccanismo automatico che siamo resistenti a modificare, una volta spostato il focus sull’urgenza dei bisogni che richiedono di essere appagati, sarà naturale dargli ascolto, dato il vantaggio che comporta in termini di benessere.

Ascoltare significa imparare a svincolarsi dalla corrente per farci guidare anziché dominare L’ascolto è istruttivo perché ci mette in contatto con molti aspetti dei nostri ambiti di vita che di solito trascuriamo, oltre che liberatorio, perché ci svincola dalle modalità obbligate da cui ci facciamo irretire. Infatti, il flusso automatico della nostra condotta ci lascia scarsi momenti di sollievo e serenità interiori, portandoci dove forse non intendiamo andare, senza neppure essere coscienti della direzione. Così ad esempio in una relazione, imparare l’ascolto interiore significa accorgersi di quello che recepiamo dell’altro e che sentiamo di dare all’altro, nonché predisporsi ad un atteggiamento di apertura attiva, piuttosto che accettare di vivere passivamente le dinamiche a volte disfunzionali del rapporto. In questo caso l’ascolto interiore ci permetterebbe di sentire di cosa abbiamo bisogno e di percepire se l’altro è in grado di rispondere alle nostre necessità, così come è utile metterci in ascolto dell’altro per accorgerci se riusciamo a fare lo stesso. L’ascolto deve essere sempre focalizzato sia sui processi interni che su quelli esterni per scoprire quali aspetti della nostra vita non ci permettiamo di sperimentare e quali esigenze non sono soddisfatte.

Infatti, ascoltarsi vuol dire auto-osservarsi, riattivando spesso anche emozioni e parti di sé che vengono solitamente ignorate e lasciando che si esprimano liberamente senza bloccarle. L’individuo si configura come un organismo portatore di bisogni che si è motivati ad assecondare in virtù della loro carenza e il cui appagamento mira alla riduzione della tensione; pertanto quando i bisogni restano insoddisfatti, dominano l’organismo inducendo tutte le risorse a mettersi al servizio della loro gratificazione, affinché questi vengano sopiti e ne emergano degli altri è ipotizzabile l’esistenza di una gerarchica di bisogni secondo la quale si presentano e necessitano di essere appagati in successione. Se un bisogno non viene soddisfatto, si fissa a livello inferiore e non resta spazio per la soddisfazione degli altri. In quest’ottica diventa di vitale importanza prestare ascolto ai propri bisogni e diventarne consapevoli. bisogni possono essere individuati in base alla loro priorità di soddisfazione:

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