
di Ugo Busatti
Oggi una riflessione sui tempi moderni, partendo dalla notizia che é in aumento, soprattutto tra i giovani, l’uso dei catinoni, alcaloidi derivati dalle foglie di qāt che hanno effetti molti simili a quelli dell’efedrina, della catina e delle anfetamine. Comunque è ancora la cocaina lo stupefacente maggiormente consumato in ogni fascia di età. Al secondo posto c’è la cannabis, seguita poi dall’eroina, che può essere sia fumata che inalata. A scegliere l’eroina sono prevalentemente giovani fra i 18 e i 27 anni.
Questi i numeri. Dato che non guardo piú la televisione di Stato, sia perché vivendo all’estero questa Europa della libera circolazione di persone, mezzi e investimenti non me lo consente, sia perché ormai ho perso interesse per la spazzatura che gira, se voglio vedere qualcosa giusto per rilassarmi dalla continua lettura, guardo le serie che offrono Prime e Netflix. Ad ogni livello, crimine o commedia, non ne vedo una dove non sia contenuto almeno l’uso della cocaina o della marjuana dalle persone che sono “fighe”. Genitori che si fanno la fumatina con i figli, manager che si fanno la tiratina quotidiana. Questa é la nuova normalitá. Accompagnata da scene di sesso ( ridicole per come sono fatte, nonché inutili per lo piú alla trama) ormai solo tra non so piú come definirli, dato che é tutto vietato e offensivo, comunque avete capito il concetto. Uomini barbuti con uomini, donne con donne. Raramente dei perversi uomo- donna.
Bene. Se questa é la normalitá, dato che le relazioni tra lo stesso sesso sono state ormai ampiamente sdoganate ( leader di partito, artisti, filosofi, é una corsa a dichiararsi “normali”) cosa stiamo aspettando a rendere normale anche l’uso delle droghe?
La mafia si é arricchita col proibizionismo degli alcolici negli anni trenta dello scorso secolo. Ma poi é finito. Alla gente piace l’alcool, non c’é niente da fare. Dunque inutile proibirlo. Lasciamo che si ubriachino, che commettano crimini o incidenti, che menino moglie e figli, che si suicidino con le conseguenze del bere. Lo stiamo facendo. La societá ne sta subendo le conseguenze dannose. Ma é “normale”.
E allora perché non fare lo stesso per le droghe? I reati commessi dai drogati, per lo piú sono dovuti a procurarsi i soldi per la dose quotidiana, diamogliela gratis in farmacia, dopo aver tentato di farli passare per un percorso di recupero, ma se uno ha deciso di suicidarsi con la droga, che differenza c’é con l’altro che si vuole suicidare con l’alcool? Almeno evitiamo una parte della microcriminalitá.
La considerazione su tutto ció la potranno fare i quattro gatti che mi leggono, ma la mia riflessione personale si basa sul fatto che da un lato se il “Sistema” si sforza di mostrare “figo” e “normale” drogarsi, bere, e quant’altro ( non piú fumare le sigarette normali, vietata anche la pubblicitá, ma si possono comperare e lo Stato super guadagna con le tasse) e i giovani ( e non solo) che non hanno un futuro certo si rifugiano nello sballo, perché non rendere tutto ” normale” liberalizzando la vendita delle droghe?
Questo é il modello di “civiltá” che vogliamo esportare con le armi in giro per il Mondo. E allora facciamo le persone serie. Liberalizziamo tutto e invece che insegnare la religione nelle scuole, insegniamo come drogarsi minimizzando i rischi per la salute, come bere, e ampliamo gli orizzonti della vita sessuale, in modo che i ragazzi crescano con i sani principi del Nuovo Ordine.





