
di Giovanni Bernardini
I nemici di Israele si dividono, grosso modo, in due categorie: i sinceri e gli ipocriti.
I sinceri dicono chiaro e tondo di stare dalla parte di Hamas. Per loro Israele non ha diritto di esistere, quindi, a maggior ragione, gli israeliani non hanno il diritto di vivere in pace. L’azione di Hamas è stata la giusta risposta a quella immane ingiustizia che è l’esistenza di Israele. Gli ebrei tornino da dove sono venuti oppure accettino di vivere da cittadini di serie C in una bella teocrazia islamica.
Allora e solo allora ci sarà la pace. Fino a quel momento si deve solidarizzare con Hamas.
Gli ipocriti dicono di condannare l’azione di Hamas però ricordano con fare contrito che questa è una risposta sbagliata ma in fondo comprensibile alle tante ingiustizie che i palestinesi da sempre devono subire.
Soprattutto fanno seguire alla condanna per l’azione di Hamas, sbagliata ma forse comprensibile, una condanna ancora più dura per la risposta militare israeliana. “Condanniamo Hamas ma anche l’intervento militare israeliano a Gaza”, questo il succo della loro posizione. Israele ha diritto, forse, di esistere ma non di difendersi dagli attacchi di chi lo vuole distruggere.
Può, forse, intercettare ed abbattere, sul suo territorio, un razzo di Hamas ma non colpire a Gaza la base da cui quel razzo parte. Proviamo ad immaginare una persona che il 3 settembre del 1939 avesse detto: “condanno l’invasione tedesca della Polonia ma anche la dichiarazione di guerra alla Germania da parte di Francia e Gran Bretagna”.
Ecco, gli ipocriti “ragionano” (si fa per dire) esattamente in questo modo.
Chi sono i peggiori? I sinceri o gli ipocriti?
Difficile a stabilirsi.
I sinceri sono nemici dichiarati non solo di Israele ma dell’occidente. Gli ipocriti sono finti amici che nascondono il loro odio nei confronti dell’occidente con la melassa di una finta bontà.
I sinceri sono politicamente più pericolosi, gli ipocriti moralmente più ripugnanti.





