
di Savino Di Scanno
Woke, Cancel Culture, sono un tentativo, perché alla fine così sarà, di instaurare da parte delle élite radical chic di matrice DEM statunitense, ed a caduta tutte le filiere Europee dipendenti, un processo culturale avente come obiettivo il controllo dei processi produttivi, economici finanziari dell’Occidente. Una riprova è un “dotto” articolo pubblicato dal Sole 24 Ore pagina culturale di domenica ove si apprende, scritto da autorevole professore universitario, della relazione tra filosofia woke e decisioni dei “stakeholder ” in merito alle attività di “inclusione sociale ” e risultati aziendali. Per la verità chi scrive, con oltre 30 anni di attività nel mondo della finanza, è stato abituato a considerare il famoso “conto economico ” e “stato patrimoniale ” oltre ai valori di capitalizzazione, e per le società quotate “flottante” e “dividendo “, e forse perché i tempi cambiano ma fino a prova contraria sono questi i dati che interessano agli azionisti ed a tutti i soggetti economici collegati.
Comunque andrebbe chiesto cosa ne pensano i Marshall che presidiano la frontiera con il Messico a ridosso del Texas del cancel culture.
Caro lettore, distratto od interessato, facciamo un salto dall’ altra parte del mondo.
Nel 1932 Abd Al Aziz Saud crea, con il consenso degli USA e della GB, l ‘ Arabia Saudita, il più importante Paese del Medio Oriente, sottoposto ad un regime Wahhabita tra i più severi del mondo islamico, oltre ad essere custode di 2 città Sante come Mecca e Medina. La fortuna dell’ Arabia Saudita è l’ economia del Petrolio condizionando le economie occidentali. I Sauditi dal 1 gennaio 2024 hanno aderito al Sistema Brics e qualche domanda a Washington, oltre che a Langley, dovrebbero porsela in specie se adesso il greggio se lo fanno pagare in yuan e non più in dollari giusto accordo di fine 2022 con i cinesi. Andiamo oltre. Da un po’ di tempo il Mossad, che tutto sono tranne sprovveduti, fa la spola con Doha, in Qatar, per la questione di Gaza. Ma veramente il Mossad va a trattare per gli ostaggi oppure va a trattare per gli impianti energetici che con la “Via del Cotone ” attraverseranno la penisola Arabica per sfociare ad Haifa?
E cosa scrivere dei cammellieri degli Huthi , partigiani sciiti zayditi dello Yemen sostenuti dall’ Iran, che dovrebbero preoccupare le flotte USA e GB nel Golfo di Aden quando la questione sarebbe risolta da unità a livello di plotone dei Royal Marine Britannici magari ubriachi dopo aver prosciugato una distilleria a Southampton?
Si conclude. Caro lettore, si ricorderà il famoso detto “quando il dito indica la luna lo stolto guarda il dito”? Più o meno è così anche adesso. Abbiamo élite radical chic ricchissime tali da tenere a libro paga giornalisti, sicofanti, politici, giudici e tutto il resto a seguire, popolazioni inebetite da social sempre più stupide e povere e quindi cosa fare?
Iniziamo a richiamare in campo chi può contrastare tali fenomeni globali, a partire dalla Chiesa Cattolica, e lo scrive chi si professa apertamente Cattolico Apostolico Romano. Ricordiamo a chi vive Oltre Tevere che non solo Roma è Città Santa per i Cristiani ma anche Gerusalemme e tornare ad interessarsi di questo invece di perdere tempo dietro a “benedizioni di massima durata 15 secondi” o partecipazioni a talk show domenicali significherebbe tornare come minimo a fare il proprio mestiere.
La Chiesa Cattolica è la Fede in Dio e nulla la può abbattere giusto ciò che Il Cristo affermò a Pietro ed in 2 mila anni continua ancora ad essere presente non certamente per volontà di chi indossa, spesso immeritatamente, una tonaca talare. Quindi woke, cancel culture, passeranno anche loro. Sui soldi ci saranno altre guerre, perché è sempre stato così e noi scopriamo, come scrive oggi un quotidiano, che non abbiamo armi. È l’ Italia che finite le vacanze natalizie già pensa alle ferie estive.





