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LA GUERRA SI ALLARGA ALLO YEMEN

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Usa e Gb bombardano le basi Houthi e l’escalation militare nel Mar Rosso aggrava le ricadute economiche, soprattutto in Europa.

La mancanza di componenti auto ha spinto a sospendere la produzione in due fabbriche: Tesla e Volvo.

Per i carburanti si rischiano rincari e dopo i container ora anche le navi cisterna stanno cambiando rotta.

Il traffico di navi che passavano per il Canale di Suez è diminuito del 60 %, con lo spostamento delle rotte verso la circumnavigazione dell’Africa.

Una ventina di navi per il trasporto di greggio e carburanti venerdì 12 hanno fatto dietrofront o si sono fermate in prossimità del Mar Rosso. E almeno tre armatori nel settore cisterne – Torm, Hafnia e Stena Bulk – hanno annunciato la completa sospensione dei transiti nella zona, dopo che Intertanko (l’associazione di riferimento)  ha trasmesso per conto della task force a guida Usa la raccomandazione di «mantenersi ben lontano da Bab al-Mandab», lo stretto tra Mar Rosso e Golfo di Aden, davanti allo Yemen. Notizie che contribuiscono a spiegare l’impennata del Brent, con punte sopra 80 dollari al barile nel corso della seduta.

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In relazione ai bombardamenti di Usa e Gran Bretagna, l’Unione Europea ha valutato l’invio di tre navi. Palazzo Chigi ha fatto sapere che l’Italia è stata informata con largo anticipo ma non ci è stato chiesto di partecipare ai raid. L’Italia lavora per abbassare la tensione.

Mosca accusa: “Così s’innesca un’escalation distruttiva”. 

Nel mirino di Usa e Gran Bretagna le postazioni dei miliziani filo-iraniani in risposta agli attacchi contro le navi che hanno portato a una riduzione del traffico nel Canale di Suez. Gli Usa hanno detto: “Non esiteremo a intraprendere ulteriori azioni”.

Usa e Gb hanno colpito alcune basi degli Houthi nello Yemen con missili e attacchi con aerei. Lo scopo, ridurre la capacità militare dei ribelli sostenuti dall’Iran che da mesi attaccano le navi nel Mar Rosso rallentando i commerci mondiali dal petrolio ai collegamenti industriali con l’Asia.

Aggirare il Mar Rosso e circumnavigare l’Africa sulla rotta Shanghai-Rotterdam comporta la percorrenza i circa 14 mila miglia invece che 11 mila e l’allungamento della navigazione i 8-10 giorni.

La reazione iraniana ai raid anti-Houthi è stata immediata: il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, ha affermato che l’Iran “condanna fermamente” gli attacchi aerei nelle aree dello Yemen controllate dagli Houthi. “La consideriamo – ha aggiunto Kanaani – una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dello Yemen, nonché una violazione delle leggi, dei regolamenti e dei diritti internazionali”.

Mercoledì scorso una risoluzione del Consiglio di Sicurezza ha chiesto agli Houthi dello Yemen di porre immediatamente fine ai loro attacchi alle navi nel Mar Rosso. La Russia e la Cina – membri permanenti del Consiglio – si sono astenute dal voto su tale risoluzione, insieme ad Algeria e Mozambico, mentre 11 nazioni hanno votato a favore.

Preoccupazione è espressa anche da Riad: “Il Regno dell’Arabia Saudita segue con grande preoccupazione le operazioni militari che si svolgono nella regione del Mar Rosso e gli attacchi aerei su una serie di siti nella Repubblica dello Yemen”, si legge in una nota che invita “all’autocontrollo” e ad “evitare un’escalation”.

Gli attacchi contro obiettivi in Yemen, ha dichiarato il presidente Biden, “sono la diretta risposta a attacchi senza precedenti da parte degli Houthi contro navi internazionali nel Mar Rosso, incluso l’uso per la prima volta nella storia di missili balistici antinave”. “Questi attacchi – ha aggiunto – hanno messo in pericolo il personale americano, la marineria civile e i nostri partner, minacciando il commercio e la libertà di navigazione. Più di 50 nazioni – ha continuato – sono state colpite dai 27 attacchi a navi commerciali. Equipaggi da più di 20 Paesi sono stati minacciati o presi in ostaggio in atti di pirateria. Più di duemila imbarcazioni sono state costrette a cambiare rotta di migliaia di miglia per evitare il Mar Rosso, una cosa che può provocare settimane di ritardi nelle consegne”.

“Oggi – ha sottolineato il presidente americano – l’azione difensiva segue una estesa campagna diplomatica. Questi bersagli sono un chiaro messaggio che gli Stati Uniti e i suoi alleati non tollereranno attacchi al nostro personale o non permetteranno a attori ostili di mettere in pericolo la libertà di navigazione in una delle rotte più importanti al mondo. Non esiterò – ha concluso – a ordinare, se necessario, ulteriori misure per proteggere il nostro popolo e la libera circolazione del commercio internazionale”. 

Gli attacchi contro obiettivi Houthi in Yemen sono “necessari e proporzionati” ha detto a sua volta il primo ministro britannico Rishi Sunak. Il Regno Unito deve inviare un “segnale forte” che gli attacchi dei ribelli Houthi nel Mar Rosso sono sbagliati e non possono essere effettuati “impunemente”.

I Paesi dell’Ue discuteranno la prossima settimana – martedì – l’invio di una forza navale europea per supportare la protezione delle navi nel Mar Rosso. Il progetto è allo studio a Bruxelles da diverse settimane. Se ne era parlato molto prima che le forze americane e britanniche colpissero lo Yemen, spiegano fonti dipolomatiche. La proposta elaborata dal Servizio di azione esterna dell’Unione europea – sotto la guida dell’Alto rappresentante Josep Borrell – prevede l’invio di almeno tre cacciatorpedinieri o fregate antiaeree per almeno un anno. La Spagna non parteciperà ad un’eventuale missione dell’Unione Europea nel Mar Rosso per contrastare gli attacchi degli Houthi nello Yemen. Lo ha detto la ministra della Difesa spagnola, Margarita Robles. La ministra spagnola, scrive l’agenzia EFE, ha aggiunto che Madrid non riceve “pressioni” da nessuno affinché prenda una decisione o un’altra in questa materia. 

La Cina ha espresso preoccupazione per l’escalation delle tensioni nel Mar Rosso. La portavoce del Ministero degli Esteri cinese, Mao Ning, ha sottolineato l’importanza del Mar Rosso come rotta commerciale internazionale cruciale per le merci e l’energia. “La Cina – ha detto la portavoce – esorta tutte le parti coinvolte a mantenere la calma e a dare prova di moderazione per evitare ulteriori conflitti. La stabilità nel Mar Rosso è nell’interesse comune della comunità internazionale”.

Mahdi al Mashat, capo del Consiglio politico supremo degli Houthi e comandante delle forze armate, ha affermato che l’aggressione anglo-statunitense costituisce “una violazione delle leggi internazionali”, promettendo vendetta per il “prezioso sangue yemenita” versato e il proseguimento degli attacchi nel Mar Rosso. L’attacco statunitense e britannico ha provocato anche le reazioni di attori che hanno un ruolo di primaria importanza negli equilibri della regione. Il portavoce del ministero degli Esteri iraniano, Nasser Kanaani, li ha definiti “una chiara violazione della sovranità e dell’integrità territoriale dello Yemen e una violazione delle leggi internazionali”. Il portavoce ha anche avvertito del rischio di una risposta iraniana se le azioni delle potenze occidentali non dovessero cessare.

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