
Salta la trattativa sul futuro dell’ex Ilva di Taranto che il governo ha tentato di intavolare con ArcelorMittal oggi a palazzo Chigi. Nel corso dell’incontro tenutosi nel primo pomeriggio di ieri, l’azienda franco-indiana – attualmente socio di maggioranza di Acciaierie d’Italia – ha infatti rifiutato di sottoscrivere la proposta dell’esecutivo di un aumento di capitale pari a 320 milioni di euro, che sarebbe stato in gran parte corrisposto dal socio pubblico Invitalia.
In questo modo, Invitalia sarebbe salita al 66 per cento, divenendo socio di maggioranza, e lasciando ad ArcelorMittal il restante 44 per cento. Il governo, si legge in una nota di palazzo Chigi, “ha preso atto della indisponibilità di ArcelorMittal ad assumere impegni finanziari e di investimento, anche come socio di minoranza” e ha dunque “incaricato Invitalia di assumere le decisioni conseguenti, attraverso il proprio team legale”. Immediata la reazione delle principali sigle sindacali del settore, convocate dal governo per il pomeriggio di giovedì, che definiscono “gravissima” l’indisponibilità manifestata da Mittal, soprattutto di fronte alla “urgente situazione in cui versano oramai i lavoratori e gli stabilimenti”.





