di Savino di Scanno
Molti ricorderanno un film del 2005 che ha segnato per un breve tratto la nostra storia del cinema. Tratto da un romanzo di Giancarlo De Cataldo “Romanzo Criminale”, il regista già attore Michele Placido propose sul grande schermo la storia della Banda della Magliana che dalla fine degli anni ’70 agli inizi degli anni ’90 imperversò in Roma.
Altri film come “Gomorra” o “Suburra” seguiranno negli anni ma non potranno mai raggiungere il successo del film di Michele Placido.
Nella realtà poi, tanto per non farci mancare nulla, tra mafia siciliana, ndrangheta calabrese, camorra napoletana, sacra corona unita, oltre alle mafie di importazione come quella nigeriana,albanese,cinese e rumena (speriamo non si sia dimenticato altro), poi arrivò anche “mafia capitale”. Andrebbe aggiunta anche la mafia dei “colletti bianchi” ma ormai siamo lontani da ogni possibile immaginazione.
Quindi l’articolo che si propone al lettore, lo si scrive immediatamente, è solo un “racconto” non volendo riferirsi a persone, fatti o luoghi apparentemente o lontanamente simili o riconducibili a personaggi di cronaca attuali.
Scriviamo il breve racconto frutto di mera immaginazione.
Immaginiamo un Paese Occidentale, di cultura, industrializzato, civile, democratico, bello ed affascinante con clima solare e con le donne più belle del mondo.
Ora si dà il caso che questo Paese, che fino a qualche decennio fà era tra i primi Paesi Industrializzati del mondo, non si sa come e non si sa perché è diventato il Paese con il più alto debito pubblico fra i paesi occidentali. E quando vi è un debito vi è come corrispettivo un credito, e da che mondo è mondo il rapporto tra debitore e creditore è sempre asimmetrico ed il creditore, se il debito aumenta, può esercitare misure anche coercitive per recuperare le sue ragioni finanziarie oltre che comandare a casa del debitore.
Andiamo avanti. Esiste un principio, riconosciuto anche da norme e codici. Non si prestano soldi ai “falliti” tanto che ci dicono che esiste il reato di “concorso in bancarotta” a cui nel paese reale vengono assoggettati i soggetti, solitamente istituti di credito o società finanziarie, che pur in presenza di palese insolvenza continuano a elargire denaro.
Ma si continua il “racconto”. Questo Paese, chiamiamolo “Paese Sorridente” pur pieno di debiti inizia a ricevere dalla “casa madre putativa” una marea, un oceano, una galassia di denaro sotto forma di acronimo “PPPP” per finanziare, perché sempre di prestiti si scrive, una quantità industriale di progetti, dal censimento dei nidi dei passeri e cinciallegre, alla coltivazione del basilico passando tra pale eoliche, reti a mare e lascio alla fantasia del lettore scrivere quello che più piace.
A questo punto appaiono i nostri protagonisti.
Arroganti, incolti con “laurea”, aggressivi. Fanno politica ma anche giornali, imprese, tecnologia. Non sono “borgatari” come il “Libanese” od il “Freddo”. No. Sono specialisti di criptovalute, fanno affari dai “beduini” ai “cekisti” passando dalle coste orientali del Mediterraneo ed hanno come interesse proprio i “PPPP”. Diventano ministri e trasformano le “guardie in ladri” nel senso che diventano veramente ladri, e fanno condannare qualche “deficiente” di quelli da farli internare nei manicomi perchè “Dio, Patria e Famiglia” ovvero quelle fesserie da libro “Cuore” perché “Credere” è diventato un reato anche per chi , vestito con una tonaca purpurea per non scrivere bianca, dovrebbe praticarlo per mestiere.
Nel romanzo i nostri protagonisti ne combinano di tutti i colori. Abbiamo anche le donne, belle, sensuali, palestrate, talvolta più ciniche e spietate ma si sà è la parità.
Si vuole aggiungere una punta di gender? Ma si, nel romanzo ci sono anche loro.
Quindi ricapitoliamo. In un “Paese Sorridente” il più alto debito pubblico statale, fondi internazionali distribuiti a pioggia ma non si capisce come e perchè la gente del popolo resta sempre più povera ormai incretinita dai social, incapaci ed incompetenti diventati capi e comandanti, guardie diventate capi mandamento e deficienti in galera con la coperta da branda un “Tricolore”.
Come finisce. Finisce bene………..perché “il diavolo fa le pentole ma mai i coperchi”.
E’ solo un Romanzo…….




