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IL VERDE DEI CAMPI, CON PROFUMO DI UREA, SI RIBELLA AL VERDE DEGLI IDIOTI

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Scrive una lettrice: “Le ultime notizie dalla Germania: di fronte alle proteste immense previste per lunedì (domani, dnr) su tutto il territorio tedesco annunciate dagli agricoltori a cui si sono uniti gli autotrasportatori, gli artigiani, i ristoratori e moltissimi privati (nei sondaggi l’80% della popolazione dice di non volere più il “governo semaforo ” cioè rosso SPD=PD, verde Verdi e gialli Liberali) alcuni governi regionali e provinciali hanno varato dei decreti “di emergenza” per impedire ai dimostranti di bloccare le strade con i veicoli. I politici sono in panico totale perché sarà un lunedì (e tutta la settimana) come non si è mai visto in tutta la storia della Repubblica. Hanno “den Arsch auf Grundeis” dalla paura! Hanno “il culo su ghiaccio profondo” (detto tedesco per quando uno è terrorizzato)!”.

Il verde dei campi si ribella al verde degli idioti della ideologia woke, climatista e green.

Una ribellione che ha già sepolto il socialista Timmermans, avanguardia europea della follia green, alla quale si sono vergognosamente inginocchiati i cosiddetti potenti del mondo, trasformando una giovane senza arte ne parte nella leader mondiale del gretinismo, succedaneo temporale del cretinismo.

In Germania il verdismo idiota vuole eliminare la CO2, ma finge di non sapere che delocalizzando in Cina non si fa altro che trasferire il problema oltre frontiera.

Timmermans è stato mandato a casa dagli olandesi, ai quali siamo grati per aver eliminato chi avrebbe voluto farci mangiare farina di grilli, possibilmente in strada, in quanto a piedi e senza casa, perché se sei nullatenente sei felice.

Sarebbe questo il socialismo? Vade retro.

I veri socialisti si rivoltano nella tomba.

Ora il socialista Sholz, con il suo governo semaforo, è alle prese con la realtà e con gente che ne ha piene le tasche di idiozie woke, di politiche recessive, di rigorismo imposto agli altri, mentre si delocalizza in Cina, e di distruzione delle campagne e dell’economia reale, per fare un favore al capitalismo finanziario al quale i cosiddetti e sedicenti socialisti, con i loro cespugli verdi, si sono venduti.

Domani il socialista Sholz dovrà fronteggiare una nuova marcia dei trattori che peraltro si salda allo sciopero dei macchinisti delle ferrovie.

La Germania sarà paralizzata? Vedremo.

La protesta degli agricoltori annunciata è il seguito di quella inscenata il 18 dicembre quando migliaia di mezzi agricoli hanno “assediato” il Paese e un presidio di almeno 300 trattori ha bloccato la porta di Brandeburgo con i benpensanti berlinesi colti di sorpresa perché si sono dovuti accorgere che esistono ancora i coltivatori.

Sembra un classico della storia: la campagna contro la città.

La storia si diverte a presentare il conto.

Quando il 1° ottobre 1949, da Piazza Tienanmen, Mao Tse Tung proclamò che la Cina aveva vinto la sua lunga battaglia, affermando: «Il Popolo cinese si è alzato in piedi», intendeva dire che si era determinata una svolta storica che non riguardava solo il conflitto tra comunisti e nazionalisti, ma indicava anche il dominio della campagna sulla città.

La rivolta dei contadini in Europa non è solo, con tutta evidenza, un problema economico, ma la rivolta delle periferie, delle campagne, del mondo reale, contro il mondo virtuale, fittizio che è rappresentato dalle grandi citta, dove il green è ideologia idiota, fermento della cultura nichilista delle zone Ztl e di una borghesia debosciata e radical chic, ormai imbozzolata nell’ideologia woke.

La rivolta delle campagne, con i suoi versamenti di sterco di mucca davanti ai santuari del potere prono alla finanza, è anche la rivolta di chi non ne può più di essere indicato come il “deplorable” (copy di Hillary Clinton) da chi vive nei boschi verticali, in città consegnate ai ricchi, con esclusione dei poveri, da parte di una classe politica demosocialista che è passata direttamente dalla difesa dei deboli alla greppia della finanza.

Se a disturbare i profumi dei boschi verticali arriverà l’intenso profumo dell’urea vaccina, forse avremo finalmente il segno che stiamo tornando alla realtà.

A volte le rivoluzioni arrivano anche con l’urea.

Autore

  • Silvano Danesi

    Silvano Danesi, laureato in Filosofia all’Università Statale di Milano. Dopo la laurea ha seguito studi storici e antropologici, ha pubblicato diversi saggi di storia, antropologia e massoneria, e ha tenuto varie conferenze e seminari.

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