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LA COMBATTENTE GEORGIA MELONI

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di Gianvito Caldararo
Nella conferenza stampa di fine anno, Giorgia combatte con tenacia e si dichiara pronta al confronto con tutti e in particolar modo con la segretaria del PD, Elly Schlein. Difende la sua maggioranza, l’azione di governo e la legge di bilancio appena approvata. E quando appare in difficoltà per il caso del “pistolero” on.le Salvatore Pozzolo, fa chiaramente intendere che il parlamentare è temporaneamente sospeso da Fratelli d’Italia e che è stato deferito ai probiviri per i provvedimenti del caso.
E quando l’opposizione pensa di metterla in difficoltà con il caso Pozzolo”, ecco che giunge in suo soccorso il caso del magistrato della Corte dei Conti, Marcello Degni, che diventa l’argomento del giorno, facendo quasi ignorare il caso Pozzolo. Il magistrato della Corte dei Conti ha pubblicato il seguente post: “Occasione persa. C’erano le condizioni per l’ostruzionismo e l’esercizio provvisorio. Potevamo farli sbavare di rabbia sulla cosiddetta manovra blindata e gli abbiamo fatto recitare Marinetti”.
Il magistrato ha inteso sottolineare la insufficiente e superficiale azione svolta dal PD sulla legge di bilancio, nel mentre vi erano le condizioni, utilizzando le regole del diritto parlamentare, di fare ostruzionismo e quindi giungere all’esercizio provvisorio. Come se non bastasse, in una intervista al quotidiano “la Stampa”, il magistrato contabile ha rivendicato i suoi post contro il governo, non rendendosi conto di aver regalato un poderoso assist alla maggioranza di governo.
Assist prontamente utilizzato da Giorgia Meloni, la quale nel ricordare che la Corte dei Conti è un organo ausiliare di rango costituzionale e di garanzia, che esercita il controllo preventivo di legittimità sugli atti del governo, ha definito grave il post del magistrato, che anziché essere “super partes“(al di sopra delle parti), ha agito da vero e proprio militante del PD. A tal proposito, ha invitato ad esprimersi sul “caso Degni”, sia la Schlein, quale leader del PD, e sia il commissario U.E. Gentiloni, che lo nominò alla Corte dei Conti.
Quando è stata invitata a chiarire la vicenda dello scandalo Anas, nel quale è coinvolto Tommaso Verdini, fratello della compagna del ministro Salvini, ha fatto presente che i fatti risalgono al governo precedente e che il ministro Salvini, tra l’altro non coinvolto minimamente nella vicenda, non dovrà riferire in Parlamento. Sulla vicenda ha fatto presente, con sottile caustica ironia, che Tommaso Verdini ha preso la tessera del PD. Mentre, quando i giornalisti hanno fatto riferimento alla lettera inviatagli dal leader del M5S, Giuseppe Conte, è stata molto lapidaria. Ha ricordato a Conte, che quando è stato indagato lei non ha mai chiesto le sue dimissioni e che a proposito di “legalità”, ha evidenziato che Conte ha nominato vicepresidente del M5S, un esponente che è stato condannato in primo grado e anche in appello.
Ha invitato Conte, ad essere coerente e non garantista per i suoi e giustizialista con gli altri. La stoccata in direzione di Conte, ha riguardato il MES (Meccanismo Europeo di Stabilità), quando gli ha ricordato che ha sottoscritto il MES pur sapendo che non esisteva in Parlamento una maggioranza a favore della sua ratifica. Quanto è stata invitata ad esprimersi sulla legge “bavaglio”, ha detto che è argomento che attiene al Parlamento e non il Governo, ma non ha mancato la stoccata finale per i giornalisti, quando ha detto di aver visto su ben tre quotidiani, dichiarazioni “virgolettate ” che non ha mai reso ne pubblicamente e ne in privato.
Mentre il caso Pozzolo di FdI passa in sordina, continua a tenere banco il caso del magistrato contabile Degni, con il Consiglio di Presidenza della magistratura contabile che esaminerà le dichiarazioni contro il governo pubblicate sui social da Degni, alla presenza dello stesso discusso magistrato.
La Meloni è apparsa pronta per le prossime elezioni europee, mentre la Schlein ha da fronteggiare tutta una serie di situazioni spinose, che riguardano le liste alle europee, dove scalpitano le donne del PD, le designazioni dei candidati governatori per le elezioni regionali e dei candidati sindaci nelle elezioni comunali, nonché il rapporto con Conte e il M5S e il Terzo Polo. Un esame tanto difficile quanto decisivo per il futuro della Schlein. 

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  • Redazione

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