di Ugo Busatti
L’Economist, che ha l’abitudine a ergersi a giudice del Mondo, ha pubblicato l’annuale Indice sulla democrazia: l’Economist Intelligent Unit. Lo stavamo tutti attendendo.
Su 71 Paesi considerati dal Democracy index che andranno al voto nel 2024, solo 43 avranno elezioni pienamente libere e democratiche, tra cui i 27 stati dell’Unione europea, mentre gli altri 28 non soddisfano le condizioni di base per parlare di votazioni davvero libere e giuste.
Quello che emerge, senza l’ombra del dubbio che invece si insinua sul sistema di raccolta e valutazione dati, é che per l’Economist (e non solo) vale esclusivamente il voto di certi. Gli altri (normalmente quelli di destra) sono voti ingiusti e dati da imbecilli populisti che non avrebbero il diritto di votare.
Per l’Economist, per avere un “giusto” voto, prima si dovrebbero creare una società civile, un sistema educativo, giudiziario e stampa indipendenti. Spesso il risultato finale di una repentina corsa al seggio sono corruzione, autocrazia, scontri etnici e religiosi, la tirannia della maggioranza sulla minoranza.
Sorvolando sul concetto di societá “civile” (stento a riconoscere come civili le nostre societá moderne) il sistema educativo che abbiano indottrina i ragazzi secondo i dettami del Regime, i giudici si riuniscono in partiti politici e fanno sentenze, della stampa indipendente, per favore, non parliamone. E allora? E vogliamo parlare di corruzione, autocrazia (il voto ormai non conta da decenni, la politica si autosostiene a tutte le latitudini di pensiero) scontri etnici e religiosi (sorvolando sul tema immigrati, abbiamo metá della popolazione ghettizzata) e infine la tirannia della maggioranza sulla minoranza ( siamo assoggettati al pensiero unico).
E aggiungo: la peggiore delle violenze “democratiche” é fare promesse elettorali, non mantenerle, restare impuniti, e dopo il voto allearsi con chiunque, cambiando strategia, pur di avere il potere. Rendendo nullo il volere del cittadino che ha votato per una amatriciana e si ritrova un passato di verdura.
Questo é il problema vero. Il nostro sistema “democratico” é un Regime molto piú sofisticato di quello di altri. Ma solo concettualmente. Perché dal punto di vista pratico le cose non cambiano.
La politica appoggia i poteri forti e le voracitá economiche degli stessi, con la corruzione, una magistratura compiacente ( basta guardare cosa succede negli USA) e una stampa che segue il pensiero unico.
Noi siamo, come si dice in borsa dei perdenti, il parco buoi. Assistiamo impotenti (dato che non ci interessa reagire) allo sfacelo.




