
Boni Castellane, ieri, ha perfettamente sintetizzato l’attuale deriva della Chiesa cattolica scrivendo di “un asse nichilista tra i settori modernisti della Chiesa e la sinistra transumanista”.
Detto in altri termini, la Chiesa di Cristo è “progressivamente” (il termine è più che mai appropriato) diventata la chiesa di Davos, ossia interprete dell’agenda del World Economic Forum, a sua volta pensatoio del capitalismo finanziario che ha nell’ideologia woke di Palo Alto e dei Black Lives Matter la sua fonte di ispirazione per un Nuovo Ordine Mondiale che va ben oltre quello denunciato da Orwell.
In questa deriva, lo stato iper controllante di fabiana ispirazione, denunciato dal fabiano Orwell, è ampiamente superato da un’impostazione cosmista, transumanista, tecnocratica che sta puntando ad una rivoluzione antropologica dopo la quale non esiste più l’essere umano (intelletto, anima, corpo), ma un transumano misto di carne e di tecnologia, senza anima e senza Sé.
Siamo, ormai, in modo evidente, di fronte al tentativo epocale di distruggere ogni dimensione spirituale, per ridurre l’essere umano ad un umano senza essere, terreno soggetto vivente, compresso nel tempo che, disperatamente, cerca di allungare, diventando preda della speranza tecnologica, dopo aver perso la speranza in tutto ciò che non è materia.
L’anima è sparita dall’orizzonte e, tanto più, il nucleo pensante che rappresenta l’essenza dell’essere umano: l’intelletto (che non è la ragione).
Tutto è ridotto a corpo, asservibile e dominabile e, soprattutto, sottoposto al ricatto della paura della morte e della malattia (pandemie). Paura che crea angoscia e necessità di protezione, alla quale provvede lo Stato Sanitario a sua volta governato dalle multinazionali, in mano a pochi centri di comando finanziari.
L’essere umano è stato escluso dalla salvaguardia del Pianeta, diventata la nuova religione green che si è avvalsa di scritti del papa venuto dalla fine del mondo per far finire il mondo; ed è escluso in quanto occupante abusivo di un mondo che senza di lui si svilupperebbe secondo natura, con ciò dicendo che l’essere umano non è natura e può essere incluso o escluso a piacere e secondo criteri statistici di compatibilità.
L’ideologia green, climatica e transumanista è perfettamente condivisa dalla chiesa di Davos che ormai è sempre più lontana dalla Chiesa di Cristo, la quale, per chi è cristiano, come dice il cardiale Gerhard Ludwig Müller, “è corpo di Cristo e Tempio dello Spirito Santo”.
La chiesa di Davos è in perfetto asse nichilista con la sinistra transumanista, cosmista, ossia con la affermazione progressista della sola materialità dell’uomo.
Con questa deriva o, meglio, con questa dipendenza della chiesa di Davos dal capitalismo finanziario materialista e cosmista, la Chiesa di Cristo non ha nulla a che fare e, non a caso, è in atto uno scisma di fatto, che inchioda Bergoglio alle sue responsabilità.
L’ultima goccia che ha fatto traboccare il vaso è la Dichiarazione Fiducia Supplicans, un distillato di ambiguità gesuitica, la quale, per chi ha ben capito dove vuol andare a parare, con la logica della progressività e dell’ambiguità nasconde, dietro alla benedizione della coppie omosessuali, lo sdoganamento della procreazione non necessariamente dovuta all’accoppiamento naturale di un uomo e di una donna.
Dopo aver osservato il progressivo avanzare del transumanesimo, in varie forme, è del tutto prevedibile che i prossimi passaggi saranno quelli delle nascite programmate in vitro, in uteri artificiali, con la definitiva distruzione della famiglia e di ogni radice parentale e sociale.
La chiesa di Davos, ben vestita dai panni buonisti dell’amore per il prossimo, sta programmando, in perfetta linea con il pensatoio della Montagna Incantata, una rivoluzione antropologica dove non c’è spazio per l’anima e tanto meno per qual “nucleo essenziale” che, solitamente, viene chiamato spirito.
Con la chiesa di Davos siamo oltre il controllo sociale, siamo alla snaturazione dell’uomo, alla costruzione di una nuova antropologia.
L’essere umano che riconosce la propria trinità, ossia essere Sé, Anima e Io (intelleto, anima, corpo), vive contestualmente nei tre mondi; conosce l’essere eterno e il divenire limitato.
L’umano senza essere è il terrestre solo corporale, il transumano che si illude di eternarsi con la tecnica e si affida solo alla conoscenza dei sensi e della razionalità, divenendo schiavo della techné e di chi della techné fa uso per governare chi ha rinunciato all’anima e all’intelletto.
La chiesa di Davos è la chiesa della techné.
La Dichiarazione Fiducia Supplicans, che alcuni vescovi (molti) hanno capito dove vuol andare a parare con progressimo gesuitico, è l’atto culminante di un papato che sta minando le basi stesse del cattolicesimo.
Da non cattolici potremmo anche guardare quanto avviene con distacco, ma il distacco non è possibile, perché quanto accade nella Chiesa di Roma riguarda quell’asse nichilista con la sinistra transumanista (cosmista) che riguarda tutti gli essere umani che non vogliano essere ridotti a carne che cammina.
Combattere quell’asse è compito non solo di chi è cristiano e tanto più cattolico, ma di tutti coloro che intendono l’essere umano non riducibile a strumento nelle mani delle tecnocrazie, ossia ai nuovi chierici della chiesa di Davos.
Il discrimine ormai è chiaro. Si deve scegliere se si sta dalla parte degli esseri umani o se si è complici dell’asse nichilista della chiesa di Davos.
La svolta è epocale e, non a caso, è entrata a gamba tesa anche in quelli che dovrebbero essere i “sacri palazzi”.
Il 29 giugno 1972, giorno della Solennità dei Santi Apostoli Pietro e Paolo, in un’omelia, Paolo VI, come si legge nel resoconto ufficiale, parla del fumo di Satana.
Vediamolo: “Riferendosi alla situazione della Chiesa di oggi, il Santo Padre afferma di avere la sensazione che «da qualche fessura sia entrato il fumo di Satana nel tempio di Dio». C’è il dubbio, l’incertezza, la problematica, l’inquietudine, l’insoddisfazione, il confronto. Non ci si fida più della Chiesa; ci si fida del primo profeta profano che viene a parlarci da qualche giornale o da qualche moto sociale per rincorrerlo e chiedere a lui se ha la formula della vera vita. E non avvertiamo di esserne invece già noi padroni e maestri. È entrato il dubbio nelle nostre coscienze, ed è entrato per finestre che invece dovevano essere aperte alla luce. Dalla scienza, che è fatta per darci delle verità che non distaccano da Dio ma ce lo fanno cercare ancora di più e celebrare con maggiore intensità, è venuta invece la critica, è venuto il dubbio. Gli scienziati sono coloro che più pensosamente e più dolorosamente curvano la fronte. E finiscono per insegnare: «Non so, non sappiamo, non possiamo sapere». La scuola diventa palestra di confusione e di contraddizioni talvolta assurde. Si celebra il progresso per poterlo poi demolire con le rivoluzioni più strane e più radicali, per negare tutto ciò che si è conquistato, per ritornare primitivi dopo aver tanto esaltato i progressi del mondo moderno.
Anche nella Chiesa regna questo stato di incertezza. Si credeva che dopo il Concilio sarebbe venuta una giornata di sole per la storia della Chiesa. È venuta invece una giornata di nuvole, di tempesta, di buio, di ricerca, di incertezza. Predichiamo l’ecumenismo e ci distacchiamo sempre di più dagli altri. Cerchiamo di scavare abissi invece di colmarli. Come è avvenuto questo? Il Papa confida ai presenti un suo pensiero: che ci sia stato l’intervento di un potere avverso. Il suo nome è il diavolo, questo misterioso essere cui si fa allusione anche nella Lettera di S. Pietro. Tante volte, d’altra parte, nel Vangelo, sulle labbra stesse di Cristo, ritorna la menzione di questo nemico degli uomini. «Crediamo – osserva il Santo Padre – in qualcosa di preternaturale venuto nel mondo proprio per turbare, per soffocare i frutti del Concilio Ecumenico, e per impedire che la Chiesa prorompesse nell’inno della gioia di aver riavuto in pienezza la coscienza di sé. Appunto per questo vorremmo essere capaci, più che mai in questo momento, di esercitare la funzione assegnata da Dio a Pietro, di confermare nella Fede i fratelli. Noi vorremmo comunicarvi questo carisma della certezza che il Signore dà a colui che lo rappresenta anche indegnamente su questa terra». La fede ci dà la certezza, la sicurezza, quando è basata sulla Parola di Dio accettata e trovata consenziente con la nostra stessa ragione e con il nostro stesso animo umano. Chi crede con semplicità, con umiltà, sente di essere sulla buona strada, di avere una testimonianza interiore che lo conforta nella difficile conquista della verità”.
https://www.vatican.va/content/paul-vi/it/homilies/1972/documents/hf_p-vi_hom_19720629.html
Siamo nel 1972. Dopo mezzo secolo quelle parole di Paolo VI sembrano essersi avverate.
L’essere ultramondano a quanto pare è diventato molto mondano e teorizza, con le logiche transumane, una rivoluzione antropologica che trasforma l’essere umano in un bamboccio da dominare. L’essere ultramondano ha teorie e volti ormai identificabili.
Esserne alleati e correi è davvero diabolico.





