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GLI INFLUENCER GIOCANO CON IL MERCATO E TUTELATI DALLE TENEBRE AFFOSSANO LA TRASPARENZA

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Forse il Natale del 2023 passerà come la festa del “pandoro solidale” con le sue venose figuracce con annessa l’onnipotenza fasulla della liturgia del mercato dell’influencer.

Se, poi, a farle, le figuracce, è un brand, quello Ferragni, conosciuto e riconosciuto anche all’estero, il piatto (del dolce natalizio al retrogusto irresistibile di scalpore) è servito.

Nelle rassegne stampa di Francia e Inghilterra, di Spagna e Stati Uniti, di Germania e Olanda e di una lista che rischia di essere lunga, si discute di più del cine-pandoro con l’occhietto azzurro stampato sulla confezione che del Mes, il Meccanismo europeo di stabilità, senza l’Italia.

Questa la realtà dei fatti che la cronaca di questi giorni riporta a piene mani, per non parlare delle figuracce consequenziali di una presunta sinistra allo sbando che resta rintronata in silenzio.

Un’ubriacatura, quella degli influencer, usata in questi tempi anche dalla dirigenza nazionale di un sindacato della triplice, la Uil, su temi delicati ed importanti come la prevenzioni degli infortuni sul lavoro .

Politica spettacolo usata anche dal mondo dell’economia, che segnala uno sbando culturale prima che politico e morale storicamente molto significativo .

Ricorrere al pretesto della solidarietà per gabbare scorrettamente le regole più elementari del mercato e un segno dei tempi dove le regole del gioco vengono piegate al più bieco opportunismo, funzionali esclusivamente alla centralizzazione del mondo della finanza e dei suoi sacerdoti “ottimati di supporto” .

Un’operazione, quella dei panettoni solidali promossi dalla Ferragni, talmente devastante e difficile da rimuovere nel suo intrinseco significato, anche politico, visti i precedenti collegamenti .

La questione trova molto spazio, basta aprire lo spagnolo El Pais, 2,1 milioni di lettori e più di 457mila copie giornaliere vendute. O El Mundo, per restare a Madrid, che informa i suoi 300mila lettori di come Ferragni sia stata «multata per la sua falsa campagna di beneficenza» e «accusata di pratiche commerciali scorrette».

Discutono del “caso Ferragni” il Faz di Francoforte e Le Soir di Bruxelles, l’Indipendent di Londra e addirittura Le Figaro di Parigi, il De Telegraaf di Amsterdam e il Público di Lisbona

Fa altrettanto il Washington Post, probabilmente uno dei quotidiani più famosi del pianeta, quello del Watergate, e lo fa con un articolo più o meno simile ai colleghi di Toronto.

Fa lo stesso, e questa sì che uno non se l’aspetta, persino la multinazionale della comunicazione di New York Bloomberg, che è specializzata nel settore economico e finanziario,

L’influencer non è solo panettone. Ritornano alla ribalta anche i giochi del recente passato .

Chiara Ferragni Tod’s

 

Chiara Ferragni era stata nominata membro del cda di Tod’s nella primavera 2021. Dopo l’annuncio, arrivato il 9 aprile, il prezzo delle azioni dell’azienda ha avuto un netto aumento: da 28,18 euro del 1° aprile 2021 ai 39,32 del 23 aprile (a giugno le azioni hanno raggiunto il massimo valore annuale, 63,85 euro). Un rialzo netto, tanto che si era parlato di un “effetto Ferragni” per un valore quantificabile in quasi 100 milioni di euro.

Sul sole 24 ore, giornale della Confindustria, nel 2021 Diego Della Valle così si esprimeva : «La conoscenza di Chiara del mondo dei giovani sarà sicuramente preziosa. Inoltre, insieme, cercheremo di costruire progetti solidali e di sostegno per chi ha più bisogno, sensibilizzando e coinvolgendo sempre di più le nuove generazioni in operazioni di questo tipo».

E torniamo al grande tema della sostenibilità sociale. All’inizio della pandemia Chiara Ferragni e il marito Fedez promossero una raccolta fondi per l’ospedale San Raffaele.

Siamo circondati da marchette più o meno esplicite, il punto sta nell’inganno, ed è chiaro che quanto la gente si sente ingannata si incazza!

“A pensar male si fa peccato, ma spesso si indovina“, sosteneva Giulio Andreotti.

Se poi ci si mettono le istituzioni ad assegnare e legittimare il metodo dell’influencer, assegnandogli pure il premio dell’Ambrogino, significa che forse giunta l’ora di un serio “esame di realtà”.

Da più di trent’anni i salari in Italia sono al palo, ma un influencer come la Ferragni ha spostato la curiosità sulle retribuzioni reali o opache di un mondo che opera esclusivamente nella sfera del virtuale.

Autore

  • Pietro Imberti

    Pietro Imberti, sindacalista della UILM (metalmeccanici) di Brescia, Membro della Ceca (Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio) dal 1980 al 1992. Presidente del CREL (Centro Ricerche Economia del Lavoro) della Lombardia. Giornalista, ha contribuito attivamente al dibattito sociopolitico ed economico, firmando interventi e saggi.

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