
di Francesco Pontelli
Quindi, la Commissione Europea ha dato inizio al processo, magari con l’adozione di una procedura d’urgenza, di ingresso dell’Ucraina all’interno dell’Unione Europea.
Questa decisione dimostra, ancora una volta, l’assoluta assenza di una reale strategia di politica estera , in quanto non esiste alcun legame culturale e neppure Democratico con l’Ucraina stessa.
Al contrario emerge evidente un interesse strategico della NATO nell’allestire e costruire una nuova frontiera europea In opposizione alla Russia di Putin in considerazione dell’andamento dello scontro russo ucraino, assolutamente sottostimato nella odierna evoluzione dai vertici militari della stessa Nato.
Emerge paradossale come questa decisione sia in grado di trasformare l’essenza stessa dell’Unione Europea la quale si trasforma da “esportatrice di democrazia” in “importatrice di guerra”, la quale da sola rappresenterebbe già una motivazione valida per bloccare o quantomeno rallentare ogni iniziativa in questo senso.
L’adesione di uno stato all’ Unione Europea dovrebbe rappresentare l’espressione Democratica di un paese in pace e non una scelta di strategia bellica per coinvolgere le Istituzioni Europee in un conflitto i cui contorni rimangono ancora oggi poco definiti.
Dopo il colossale fallimento strategico dell’Unione stessa la quale prevedeva il fallimento della Russia di Putin in pochi mesi (aprile 2022) in conseguenza dell’embargo energetico, la quale invece per il 2024 prevede una crescita del PIL pari a tre volte rispetto a quello europeo con una crescita dell’export di petrolio e gas senza precedenti, l’adesione dell’Ucraina rappresenta il Coinvolgimento Diretto dell’intera Ue in una guerra che il popolo europeo ancora non ha ancora dimostrato di volere e sostenere.
In ultima analisi potremmo definire questo atto politico anche emblema di una vera e propria strategia bellica, l’ennesima espressione di un suprematismo europeo figlia di una classe politica completamente svincolata dal sentiment degli elettori, ormai ridotti a semplici comprimari all’interno di un quadro europeo la cui evoluzione si spinge sempre più lontano da ogni modello democratico di riferimento.





