
Ludwing Wittgenstein scrive nel Suo “Tractatus Logico Philosophicus”;
“….il mondo è la totalità dei fatti e il linguaggio è la raffigurazione logica del mondo, cioè dei fatti….”
Sono i 2 Principi dell’Opera del Genio della Logica del ‘900.
Ora che Wittgenstein sia considerato dalle elité radical chic come il Primo Ballerino della Operà di Parigi, ovvero come un giocatore di golf o come una provetta guida alpina giusto la prossimità delle settimane “bianche” in quanto in questo Paese il periodo di lavoro non è che una dolorosa intermittenza tra ferie e vacanze, non è dato sapere, ma per chi scrive i Suoi principi sono pardigmi necessari per la interpretazione della realtà. E la realtà non sono le diatribe sul canone televisivo o vicende di “genere” che benché” di drammatica attualità servono per nascondere sotto una “coperta corta” questioni sociali molto più drammatiche.
A voler leggere il Rapporto Migrantes 2024 della omonima Fondazione Organismo Pastorale della CEI pubblicato il 5 novembre c.a.possiamo apprendere:
“…
L’Italia è il Paese delle migrazioni plurime, in cui ci sono anche gli italiani che tornano “a casa”, sebbene molti di più se ne vadano: il saldo migratorio è nuovamente e chiaramente negativo dopo il rallentamento per la pandemia (-52.334 nel 2023). Nel mentre assistiamo allo scollamento tra tale realtà e l’azione politica, che non sa interpretare il modo in cui la mobilità umana sta già di fatto mutando profondamente il concetto di cittadinanza. Questo il cuore della XIX edizione del Rapporto Italiani nel Mondo della Fondazione Migrantes (Tau editrice), curato da Delfina Licata, presentato oggi a Roma.
Dal 2006 italiani all’estero raddoppiati. L’estero è il nuovo ascensore sociale
Dall’Italia si parte sempre più numerosi e con profili sempre più complessi. Dal 2006 la presenza dei connazionali all’estero è praticamente raddoppiata (+97,5%) arrivando a oltre 6,1 milioni di cittadini iscritti all’Anagrafe degli Italiani Residenti all’estero (AIRE). Negli ultimi 10 anni le iscrizioni all’AIRE per la sola motivazione espatrio sono state 1.179.525. Di questi, come la narrazione prevalente testimonia, la maggior parte sono giovani tra i 18 e i 34 anni (circa 471 mila) o giovani adulti (poco più di 290 mila). Oltre 228 mila sono i minori – a significare che sempre più italiani partono con la famiglia o “mettono su famiglia” all’estero – e più di 30 mila sono over 65enni. A tali partenze, che non hanno solo una motivazione professionale, non corrispondono però altrettanti “ritorni” ma, piuttosto, una desertificazione dei territori. L’estero ha sostituito l’ascensore sociale bloccatosi negli anni Novanta. Nella sintesi del Rapporto, in dettaglio, il profilo per età, genere e titolo di studio degli italiani espatriati e rimpatriati (2022)…..”
Leggere il Rapporto per intero è un pugno nello stomaco, a volere riflettere nella frase sopra riportata ove si scrive di “…scollamento tra realtà ed azione politica..”.
Stiamo scrivendo di oltre 6 milioni di italiani che sono partiti per non tornare. Si scrive di risorse qualificate, di tecnici,laureati,persone che “sanno leggere e scrivere” altro di quei 4 ciucci che abbiamo avuto anche al Governo e di cui alcuni nominati Alti Rappresentanti UE per i Paesi del Golfo, a cui a voler spiegare che non trattasi del Golfo di Napoli.
Circa il linguaggio come aderenza alla realtà altro capolavoro linguistico ove a leggere sul quotidiano più importante di Italia il giorno 28 c.m. a commento del successo di Giorgia Meloni per la nomina di Fitto e la votazione per la nuova commissione europea si specifica non che il PD ha votato a favore, a parte 2 indipendenti, ma ci si limita a scrivere che il PD ha dato il suo “sostegno..” come a voler mistificare la realtà con una accezzione diversa.
Inutile continuare. E’ inutile ripetere concetti tra l’altro espressi in modo più autorevole da brillanti opinionisti del nostro NGN con massimo esempio il nostro Silvano Danesi.
Si vivrà, e sempre per lo scrivente, la condizione di “Esule in Patria” con la consapevolezza che difficilmente questo Paese, che si considera senza onore, potrà trovare soluzioni per le nuove generazioni che ci abbandonano.
Altro che “Bella Ciao”. Si potrebbe cantare “..Addio mia Bella Addio….”





