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GUERRA USA IN VENEZUELA CONTRO LE ORGANIZZAZIONI CRIMINALI

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Le notizie delle ultime ore riguardo ad un intervento degli USA in Venezuela sembra che stiano dividendo l’opinione sociale della comunità internazionale.

Io credo, invece, come cittadino comune e uomo di legge,  che non si possa che applaudire alla Amministrazione USA  guidata dal Presidente Trump riguardo questa lodevole iniziativa.

Come al solito si cerca sempre di distorcere  la notizia e, soprattutto,  strumentalizzarla, gridando allo scandalo riguardo al piano che intende avviare il governo americano.

E’ necessario comprendere realmente, senza alcuna suggestione o retorica politica, le cause che hanno determinato questo agire  della amministrazione americana, che non trae origine dal nulla ma da motivazioni serie e concrete.

Infatti sarebbe necessario che tutti gli opinionisti offrissero maggiori dettagli al lettore e soprattutto mai dare qualificazioni politiche alle azioni, ma ricercare le motivazioni reali delle iniziative che stanno avviando e in questo contesto gli USA  non mi sembra abbiano  assolutamente intenzione di  dichiarare guerra alla popolazione civile del  Venezuela, bensì solo a quelle organizzazioni criminali che si trovano sul territorio  venezuelano e che agiscono liberamente e potrebbero essere “ coperte” dal governo del Venezuela.

Gli USA stanno indirizzandosi verso un obiettivo ben specifico,  quello che dovrebbe fare ogni “sano” Stato del mondo ossia combattere la criminalità a tutti i livelli e in questo caso la presidenza Trump non sta facendo altro che positivamente applicare e rendere esecutivo un messaggio chiaro e forte che aveva promesso in campagna elettorale: combattere i cartelli della droga che qualifica come terroristi.

Non credo che possa essere avversato in questo senso il Presidente Trump, ritengo che quello che si sta avviando, come amministrazione USA, e come iniziativa, costituisca invece un esempio per tutti i paesi democratici del mondo e  la massima affermazione  della  della legalità a livello sovranazionale.

Non si va a combattere contro i civili, ma solo contro quelle forze illegali che risiedono nel paese e che trasportano merci illegali nel territorio USA  e non solo, e, purtroppo la loro assunzione miete migliaia di vittime tra i giovani di oggi.

Confido molto nella grande strategia del Presidente Trump e del suo “ staff” affinche’ sia inferto un duro, se non mortale colpo, nei confronti di quella piaga illegale della droga.

Questa azione, peraltro, non è isolata ma rientra in una strategia che da sempre contraddistingue la amministrazione americana sia nel presente, ma anche nel passato, laddove ha utilizzato le forze speciali dei  “ Ranger”, nonché dei “ Navy Seal” contro le organizzazioni criminali …..il cui motto di queste forze speciali  è The only easy day was yesterday” (“L’unico giorno facile era ieri”), facendo comprendere cosa vuol dire combattere soggetti illegali che spesso si nascondono nei luoghi più cupi e segreti del mondo e coperti, soprattutto,  da molte forze politiche corrotte.

Molti credono che Trump agisca di impulso…..nulla di più falso il Presidente agisce sulla base di dati statistici ed obiettivi assolutamente rilevanti che fanno emergere un quadro disastroso dal punto di vista sociale.

La motivazione di Trump nell’aggredire queste organizzazioni criminali risiede “ in primis” nel cercare di annientare la forza intimidatrice di queste società illegali, ma anche perché, da dati statistici emersi negli ultimi anni, la produzione del Fentanyl ed il suo ingresso soprattutto  nei territori americani avrebbe provocato oltre 225.000  morti tra i giovani.

Il fentanyl (o fentanil), un oppioide sintetico fino a 50 volte più potente dell’eroina, è al centro della crisi degli oppioidi che negli ultimi due decenni ha devastato gli Stati Uniti.

Una componente cruciale della produzione di questo oppioide sintetico  è proprio riprodotta dai precursori chimici, sostanze base che, una volta sintetizzate, permettono la creazione del prodotto finale.

Orbene è da rilevare  che proprio negli ultimi anni, il legame tra politiche commerciali e il traffico di queste droghe sintetiche  è diventato un elemento chiave del conflitto economico tra Stati Uniti e Cina.

Il presidente Donald Trump non a caso ha recentemente minacciato ulteriori dazi del 10% contro la Cina, ma vi è una motivazione di fondo che a molti sfugge perché tali misure  sono collegate fortemente  alla necessità di contrastare il flusso di droga, in particolare di precursori chimici, che dalla Cina arriva nel Nord America, penetrando tutto il territorio e arrivando fino al Messico.

Le televisioni e i giornali non ne parlano, ma non a caso la Cina è stata a lungo uno dei principali esportatori di queste sostanze ( precursori chimici utili a creare gli oppioidi sintetici) , grazie alla sua vasta industria chimica e alla poche regole nel settore che hanno permesso a pochi detentori di questi traffici di fare affari d’oro e  a tutti coloro che esportavano questi prodotti chimici.

In questo momento Trump, secondo il mio sommesso avviso, anche d’accordo con il Presidente cinese, sta cercando di dare un duro colpo a questa commercializzazione dei prodotti chimici illegali e dannosi,  che servono per realizzare il fentanyl e contrastare, contestualmente, la illegalità transnazionale e limitare al massimo i danni nell’ambito del proprio tessuto sociale giovanile.

Un grande risultato sarebbe se tutte le altre Nazioni del Mondo appoggiassero questa iniziativa americana del Presidente Trump, perché permetterebbe di aiutare molti dei nostri giovani, togliendoli dalla strada e recuperandoli verso una società positiva e  di costruzione del loro futuro.

Anche l’ONU  è intervenuto nella sfida alla guerra contro le droghe sintetiche.

“Le droghe sintetiche sono il male del secolo, dice il Presidente, ed è nostro dovere prenderci cura del Popolo”…. e, aggiungerei di tutti i popoli della terra contro questo male. 

E’ necessario da parte di tutti i governi democratici  del mondo condividere e raccogliere la sfida lanciata dagli Stati Uniti e dalla presidenza Trump, ma con grande coraggio e senza alcuna demagogia e falsa retorica.

 

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  • Redazione

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