Home Opinioni Una società nemica di se stessa

Una società nemica di se stessa

0
società nemica

Rigettare il concetto stesso di globalizzazione

Una società (occidentale) nemica del proprio essere: il coltello come soluzione alla mancanza di regole è la conseguenza nell’aver lasciato i giovani senza guide…

Abbiamo passato anni a smontare l’autorità pezzo per pezzo, convinti di costruire una società più libera. Abbiamo delegittimato i docenti, indebolito i genitori, trasformato ogni regola in un sospetto abuso.

Il risultato, come vedete, non è libertà. È fragilità diffusa. È avere ansie (spesso senza cognizione), è trascinarsi di problema in problema senza soluzione.

Oggi un ragazzo si sente “oltraggiato” per un rimprovero. Non è per dignità, è chiarissima l’incapacità di reggere il limite. È l’io che non accetta più nessuna correzione, perché non riconosce più nessuna autorità sopra di sé.

È l’egoismo trasmesso da adulti privi di coscienza matura, eterni “ragazzini” che spesso utilizzano un linguaggio adolescenziale per sentirsi giovani. Il vero problema sono loro.

Non accettano la maturazione, non accettano essere “senex”, vogliono “divertirsi”, non leggono, non s’informano (condividono fake news più di chiunque). Non hanno limiti (a parole).

E quando manca la cultura del limite, la frustrazione non viene elaborata. Esplode.

La questione è molto banale: educare non è solo comprendere, è anche contenere. Senza confini non crescono individui liberi, ma persone disarmate davanti al primo “no”, prive di vera empatia (mi spiace per Novara et similia, regalare voti non è essere empatici ma degli irresponsabili).

Il coltello non nasce nella mancanza d’empatia, che non può essere insegnata, va coltivata in famiglia più che a scuola…
Nasce molto prima.

Nel momento in cui abbiamo deciso che dire “questo non si fa” fosse sbagliato, nasce proprio dal quella forma mentis che odia il modello occidentale d’educazione classica (che rielabora ma prepara alla difficoltà), a conti fatti l’unico modello che ha portato veri diritti e democrazia (con limiti ma gli altri che han fatto?…peggio…).

E da quel momento abbiamo smesso di educare e abbiamo iniziato a rincorrere le conseguenze, che saranno sempre peggio, immerse in una narrazione infarcita di relativismo becero, non autentici fessi (per citare il povero Falcone) raggiungono posizioni apicali, dalle quali anestetizzano (per conto di terzi) le menti dei giovani (consumatori).

Dubito basterà vietare i social, è il concetto stesso di globalizzazione che va rigettato, il consumatore consuma come un pollo in batteria se disinformato, fragile e riempito di bisogni fittizi.

Chiedetevi perché storia e filosofia siano sempre meno insegnate, come il latino o la storia stessa d’Italia… pensate sia per approfondire le (pseudo)materie prive d’astrazione che serviranno ai futuri consumatori?

… illusi…

Autore

  • Marco Pugliese

    Marco Pugliese, docente di ruolo area STEAM, giornalista economico scientifico, analista per il CISINT, cura corsi di geopolitica, geoeconomia, politica energetica. Docente di coding, ambito didattico, e nuove tecnologie, IA applicata alla didattica. Presidente di OpenIndustria.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui