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Una fotografia in trattoria senza Renzi

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fotografia in trattoria

Mentre spunta Vannacci poco digeribile, ma determinante

Una fotografia in trattoria può insegnare a comprendere alchimie o tattiche o forse strategie politiche.

Non a caso il fu pessimo presidente Conte, ma abilissimo equilibrista politico, il giorno dopo ha mostrato nulla preoccupazione per la pessimamente saccente sfilza di articoli di rimprovero: mancava Renzi.

Appunto perché non tanto qualcuno mancava, ma perché qualcuno, più d’uno, potrebbe non essere più utilmente futuro commensale.

Vi è un nuovo protagonista: tal Vannacci.

Oggettivamente difficilmente digeribile dal centro destra… anche se “forse” utilmente determinante.

Ma nella sua scarsa digeribilità sta, nel campo avverso, un’occasione ben più ghiotta.

Poter essere sé stessi, nel bene e nel male, senza subire il condizionante e contorto apporto di Renzi o quant’altro.

Il generale, mistero ripetuto di un successo incomprensibile, sarebbe certamente, per il centro destra, utile numericamente, ma, nel contempo, pericolosamente dannoso per una parte dell’elettorato non tanto più prudente, ma semplicemente più saggia.

Allora, non sciocco immaginare sia opportuno e preferibile abbandonare il più presunto certo consenso che porta, piuttosto di perdere un più incerto consenso, ma perdendo certamente la credibilità.

Forse, il nostro è un ragionamento troppo raffinato, immaginando la rozzezza a cui la politica ci ha abituato.

Forse, immaginare un sussulto di dignità in entrambi gli schieramenti è pura utopia.

Forse, proporre una riflessione che chiarisca agli elettori le scelte, al di là e oltre ogni legge elettorale, potrebbe essere il vero colpo di svolta per un’incompiuta sperimentazione di alleanze che da trent’anni indaghiamo.

In effetti, il tal Vannacci, spuntato improvvisamente grazie a un libro che è “diventato” molto venduto, rappresenta la plastica evidenza espressiva di un nuovo nulla creato leader.

Una contraddizione in termini evidente di come abbia semplicemente dismesso il valore della lealtà, cardine di quella che dovrebbe essere la sua dottrina… per i più espliciti lo abbia tradito.

In pochi mesi dal nulla a parlamentare europeo e poi vice segretario della Lega, in altrettanti pochi mesi, sarebbe meglio dire qualche decina di giorni, si è accorto che quello che lui “pensava” non era stato attuato.

Curioso, perché quello fatto dal Governo qualche decina di giorni dopo era esattamente quello che era stato fatto negli anni, nei mesi e nei giorni precedenti.

Risulta incomprensibile logicamente il suo proponimento.

Ma in troppi, certo, lo promuovono.

Informazione di destra e di sinistra.

La prima più interessata all’utile proprio, inteso come proprio.

La seconda più interessata all’utile dei proprietari editoriali e al danno per il sempre odiato avversario.

Ancora curiosamente, nemmeno troppo, ci troviamo, quindi, in prima linea quell’informazione tutt’altro che indipendente che di zeppe sulla strada del buon Governo negli anni ne ha abbondantemente promosso.

Dai cappi della Lega in Parlamento contro i “naturali ladri”… salvo poi  trovarli, i portatori di cappi, indecorosi “usurpatori” di pubblici quattrini; ai cinquini che dispensatori di odio contro la casta dei politici… salvo poi trovarli essi stessi, proprio gli stessi urlatori, i più mantenuti dai benefici della politica.

Allora ci sarebbe un’auspicabile occasione per fare quello che il Renzi di una volta, proponeva: il sogno maggioritario chiaro di una coalizione in alternativa a un’altra.

Oggi, proprio quel sogno potrebbe realizzarsi, disinnescando le dannose alchimie del nuovo Renzi e le presuntamente suggestive nuove zeppe vannacciane.

Autore

  • Eugenio Baresi

    Eugenio BaresiEugenio Baresu, ex parlamentare, già Segretario della Commissione parlamentare d'inchiesta sul terrorismo in Italia e sulle cause della mancata individuazione dei responsabili delle stragi. Autore, antiquario.

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