Home Politica SACRIFICI PER TUTTI, SI MA CON IL RITORNO ALLA SERIETA’ E SOBRIETA’

SACRIFICI PER TUTTI, SI MA CON IL RITORNO ALLA SERIETA’ E SOBRIETA’

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di Gianvito Caldararo

Il ministro Giorgetti ha annunciato, con estrema sincerità e onestà, sacrifici per tutti. La Meloni ha cercato di addolcire tale annuncio, dichiarando: ”misure eque, non lacrime e sangue”. La verità è che le risorse sono scarse, il debito è alle stelle e il nuovo patto di stabilità comporta il graduale rientro del debito pubblico.

Non siamo ai tempi della Costituente, quando si vivevano le stagioni di stenti collettivi, ma la situazione richiederebbe comportamenti virtuosi dai vertici di tutte le istituzioni repubblicane. Così come avvenne nel lontano giugno 1946, con la elezione di Enrico De Nicola, Capo provvisorio dello Stato, che giunse a Montecitorio con la sua valigia di cuoio, senza farsi precedere da motociclette e automobili di scorta, rinunciando all’appannaggio annuo di 12,5 milioni di lire e indossando un cappotto logoro e rivoltato.

 L’Italia aveva bisogno di un presidente ”pacificatore” e i principali leader politici dell’epoca, De Gasperi, Nenni, Togliatti e Saragat, pensarono al noto avvocato Enrico De Nicola, che nell’Italia prefascista aveva ricoperto la carica di presidente della Camera.

Si narra che la proposta in direzione di De Nicola, fu proprio il comunista Togliatti ad avanzarla, ricordandosi che era stato proprio De Nicola a trovare la soluzione di compromesso della luogotenenza. Fu De Nicola, dopo l’armistizio che convinse il re Vittorio Emanuele III ad accettarla in favore del figlio Umberto. E la elezione di De Nicola, a Capo provvisorio dello Stato, rappresentava l’uomo giusto per tacitare i 10 milioni di italiani che avevano votato non al referendum, quale uomo giusto al momento, come ricorda la giornalista Maria Luisa Agnese, con i 4 atout (carta con buona probabilità di successo), ”galantuomo, liberale, meridionale e monarchico”.

Sarà Capo provvisorio dal 28 giugno 1946 al 31/12/1947 e dal 1/1/1948 a maggio 1948, in virtù della prima norma transitoria e finale della Costituzione, eserciterà le attribuzioni e assumerà il titolo di Presidente della Repubblica. Fu scelto anche per il fatto che con la presa del potere di Mussolini, si allontanerà dalla politica attiva e ritornerà a svolgere la sua attività di avvocato, dove avrà come collaboratori Giovanni Leone e Francesco De Martino.

Leone, democristiano, sarà eletto Presidente della Repubblica, mentre il socialista De Martino, sarà vice-presidente del Consiglio nei governi Rumor e Colombo. Dopo De Nicola, sarà eletto Presidente della Repubblica il liberale Luigi Einaudi, che rimarrà memorabile e proverbiale la vicenda della pera divisa a metà. Vicenda che viene raccontata da Ennio Flaiano durante una colazione al Quirinale.

Il periodo di De Nicola e di Einaudi, sarà il periodo più virtuoso della economia italiana, Un periodo che sarà ricordato come ”miracolo economico” italiano.

Se l’Italia vuole riprendere a crescere a ritmi sostenuti dovrà prendere lezione dalle vicende di quel periodo, dove la classe politica dava l’esempio con comportamenti virtuosi, di rigore, di trasparenza e serietà.

Bisogna porre fine agli abusi, alle ruberie, agli sprechi di risorse, alla moltiplicazione di poltrone e alla sciatteria amministrativa. L’Italia di De Nicola ed Einaudi, era una Italia che ”tentava di ricostruirsi con speranza e senza sprechi”. E come ci ricorda la giornalista Maria Luisa Agnese, sotto quel cappotto e la pera divisa a metà, ”erano il simbolo di una politica e di un mondo severo e dignitoso, ma alfiere di valori incontrovertibili e di uno stile di vita severo che avrebbe voluto incidere nel Dna della nuova Italia e delle sue istituzioni nascenti”.

Allora, se i sacrifici saranno necessari, ebbene che l’esempio venga dall’alto e non che i sacrifici devono sempre gravare sui lavoratori e i pensionati, gravati da tasse e imposte per sostenere un apparato burocratico elefantiaco, gli assurdi sprechi e non lo sviluppo economico. Assisteremo ad un nuovo ”miracolo economico” o finiremo in un periodo buio e con il rischio di finire in un baratro?   

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  • Redazione

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