
di Marforius
La cronaca di ieri, fra le varie notizie, ci narra che Elkann, leader della famiglia Agnelli, ha incontrato il Presidente della Repubblica Mattarella e il Ministro Gioregetti.
La notizia è stata subito enfatizzata, soprattutto è stato sottolineato che Elkann non si è recato in visita a Palazzo Chigi.
Innanzitutto i casi sono due: o la visita rientra in un ambito di assoluta normalità, oppure se la non visita a Palazzo Chigi sia stata volontariamente evitata dal rampollo degli Agnelli, la faccenda ha tutto un altro aspetto.
Riflettendo sulla seconda ipotesi, per prima cosa un Ministro dovrebbe chiedersi, visto che comunque il suo interlocutore rappresenta un qualcosa di significativo, come mai non si sia recato a Palazzo Chigi, e soprattutto come mai sembra che non sia regolato di conseguenza.
Riguardo la visita al Quirinale la cosa è diversa, in quanto il Presidente della Repubblica non svolge un ruolo politico, quindi ogni incontro ha sempre e comunque una caratteristica appunto non politica e soprattutto non correlata alle azioni di governo.
Venendo poi al giovane capo della casata Agnelli, la faccenda è abbastanza chiara, lo stesso pensa che egli sia ancora il dominus del Paese e che lui decide chi incontrare, magari pensando di declassare simbolicamente il Premier in carica, a prescindere di chi sia.
Ma come è possibile tutto questo? E’ possibile perchè abbiamo una classe politica (si fa per dire) che non rappresenta i cittadini e le loro esigenze, che non considera un valore la dignità che uno Stato deve avere, per non parlare del fatto che siamo di fronte a uno Stato che ha finanziato in modo enorme il gruppo rappresentato dal prode Elkan.
Anni or sono venne pubblicato un libro titolato “Razza Padrona” scritto da Scalfari e Turani, nel quale appunto si descriveva il sistema Italia parlandoci anche dei padroni che spadroneggiavano, grazie a un sistema che consentiva queste vere e proprie anomalie.
Ma ora è ancora possibile che si voglia continuare, ovvero soprattutto permettere che gli imprenditori voglio ancora essere nei fatti prenditori?
Forse ci vorrebbe il grande Totò, che non avrebbe esitato ad esclamare il suo proverbiale “ma mi faccia il piacere”, qualora avesse scelto di evitare di chiosare con il tipico sberleffo partenopero.
Amen awomen


Marforius, il Marforio del XXI secolo, in omaggio alla celebre statua "parlante" di Roma. Proclama la verità senza filtri ed esprime, in modo sferzante, il malcontento popolare e le proteste politiche e sociali degli italiani verso chi, fingendo di fare gli interessi del Belpaese, fa i propri.


