Home Opinioni RAOUL CASELLATO IL MATTEI VENETO

RAOUL CASELLATO IL MATTEI VENETO

0

di Franco Torchia

L’Italia vanta dei primati in quasi tutti i settori, dalla scienza alla cultura,  dalla sanità alla moda, al food.

L’Italia è il Paese di Leonardo, di Marconi, è il paese di Enrico Mattei il cui nome è tornato prepotentemente alla  ribalta dopo l’assunzione da parte del Governo Meloni di un obiettivo volto a fermare il flusso migratorio che arriva dal continente africano attraverso la realizzazione di un nuovo partenariato tra Italia e gli Stati dell’Africa per creare sviluppo economico e sociale, il cosiddetto Piano Mattei.

Il Mattei di cui conosciamo tutto è diventato tale per un caso del destino.

L’Italia negli anni 50 si avviava verso il boom economico grazie all’audacia di uomini coraggiosi che hanno lavorato sodo per la ricostruzione del Paese, talvolta svolgendo attività pioneristica.

Le automobili in circolazione passarono dai 130 mila del 1950 a 650 mila del 1960 per raggiungere quasi 2 milioni nel successivo decennio.

La qualità della vita degli italiani migliorava a vista d’occhio.

In quegli anni Enrico Mattei  era il commissario liquidatore dell’Agip ed ebbe l’idea di portare il gas nelle case degli italiani.

Iniziò quindi le perforazioni nella Pianura padana alla ricerca del gas.

Grazie alle scoperte di grossi giacimenti le prime abitazioni cominciarono ad essere riscaldate a metano.

Mattei quindi ha cominciato a costruire una rete di metanodotti per la distribuzione del gas su vasta scala.

Contemporaneamente ad Enrico Mattei, un giovane e brillante imprenditore del Polesine di appena 26 anni, tal Raoul Casellato, fondava due società la S.I.G.I. che era stata incaricata del servizio di distribuzione del gas per uso civile ed industriale nel territorio del Comune di Porto Tolle e l’Azienda Gas Porto Tolle S.r.l. che aveva il compito di costruire le reti di distribuzione e successivamente della metanizzazione in provincia di Padova, Ferrara, Rovigo e Vicenza.

Nel giro di pochi anni Casellato divenne proprietario della quinta azienda della distribuzione cittadina del gas naturale in Italia.

Se non gli fossero capitate delle avversità sicuramente avrebbe potuto diventare un temibile concorrente della Snam nella distribuzione del gas in Italia.

Nel novembre del 1960 una grande alluvione  provocò la rottura degli argini del Po nel Polesine con conseguenti danni ai territori e alle famiglie, fortunatamente meno gravi di quelle del 1951.

Le frequenti inondazioni indussero le autorità a ricercarne le cause.

Il risultato fu che l’abbassamento del suolo sul delta del Po era dovuto alle numerose trivellazioni di pozzi alla ricerca del metano.

Il Ministero allora revocò tutte le concessioni e Raoul Casellato rischiò la chiusura delle sue aziende.

Alla fine degli anni 50 l’imprenditore veneto aveva avuto l’intuizione di utilizzare per la distribuzione del gas i tubi in PVC e polietilene come alternativa alle condotte in cemento, amianto e ghisa.

Questa innovazione riuscì a salvare Casellato dal fallimento ed aprì una nuova era in questo settore. 

A Massa Carrara nel 1962 costruì il primo gasometro in Italia, realizzato in materia plastica.

Tra i primi in Europa ad utilizzare questo materiale, Casellato con la sua nuova azienda, la Società Adriatica per il Gas S.p.A. ha realizzato un grande numero di reti di distribuzione del gas metano e di acquedotti, installando più di 5.000 Km di tubazioni.

Nel 1962 era in procinto di firmare un grosso contratto con la Edison per la costruzione della rete di distribuzione del gas in tutta Italia con materie plastiche, ma la nazionalizzazione del settore elettrico con la creazione dell’Enel fece desistere l’Edison dal sottoscrivere il contratto.

Era la seconda volta in due anni che Casellato veniva fermato dalle iniziative del Governo.

Il genio di questo imprenditore veneto si esaltò quando, con l’aumento degli autoveicoli in Italia all’inizio degli anni 70 si cominciò a registrare il fenomeno dell’inquinamento atmosferico soprattutto nelle grandi città.

A Casellato venne in mente di brevettare ed omologare il primo motore alimentato a G.P.L. per autobus adibito a trasporto pubblico locale.

Fu un grande successo ma durò poco perché la crisi petrolifera del 1973 impose alla politica di inventarsi le domeniche a piedi ed il progetto di metanizzazione dei motori fu messo in un cassetto e soltanto dopo molti anni nelle città hanno cominciato a circolare veicoli che utilizzavano il gas in alternativa a benzina e gasolio.

Sulla scia di Enrico Mattei che ha saputo costruire un lasciapassare, una importante opportunità per le imprese italiane all’estero, in particolare nel continente africano, Raoul Casellato riuscì ad ottenere una grossa commessa dal governo libico e nel 1974 iniziò la costruzione su 500 ettari di deserto, di impianti di irrigazione su per uso zootecnico.

Successivamente in Libia nel 2013 è tornato il figlio Guido il quale, per conto del governo libico,  ha progettato e costruito la rete di distribuzione cittadina del gas naturale nell’area metropolitana di Tripoli e nel territorio di Tajura.

L’impresa di Raoul Casellato continua in Italia ed all’estero ad opera dei figli i quali aspirano con la loro società, la H2C S.p.A, a diventare leader nelle nuove tecnologie energetiche, in particolare l’idrogeno verde.

Quell’idrogeno  che era diventato il pallino degli ultimi anni del Raoul innovatore e pioniere che nel 2005 si cimentò a costruire con le sue mani un motore ad idrogeno che applicò alla automobile.

Era il proseguimento di quella bella avventura iniziata con il motore a metano proprio come ha spiegato nel suo libro “Dal metano all’idrogeno. L’avventurosa storia di un imprenditore del Nord Est”.

L’Italia dei primati quindi ha bisogno di rinverdire la propria memoria per ricordare i tanti Mattei di cui il nostro Paese è ricco, i tanti imprenditori che hanno dovuto lottare contro le avversità naturali e quelle della politica che invece in  determinate circostanze ha sostenuto con grossi incentivi e sussidi alcuni per creare e mantenere stabilimenti e produzione.

I primi eroicamente sono riusciti a sopravvivere, a mantenere il posto ai propri lavoratori e a rimanere in Italia, i secondi invece vigliaccamente hanno licenziato gli operai,  hanno delocalizzato all’estero ed taluni casi hanno venduto agli stranieri.

La politica prenda esempio dai vari Raoul Casellato, così come ha fatto con Enrico Mattei.

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui