Per le frasi su Nordio
Se doveva essere un siluro sotto la chiglia del Governo, quello lanciato dal sottomarino in navigazione a Carta Bianca si sta rivelando una bomba che esplode direttamente nel tubo di lancio.
La Rai ha inviato una lettera di richiamo a Sigfrido Ranucci, conduttore della trasmissione ‘Report’ su Rai3. Secondo quanto si apprende, non si tratta di una lettera disciplinare ma di un richiamo da parte del direttore Paolo Corsini.
Nella lettera si contesterebbe a Ranucci di aver fornito, durante il programma di Rete 4 «È sempre Cartabianca» di Bianca Berlinguer, alcune rivelazioni di informazioni “non ancora verificate” legate al ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sulla vicenda della grazia a Nicole Minetti.
La Rai, sempre secondo quanto si apprende, non coprirà legalmente il suo giornalista nel caso in cui il ministro Nordio dovesse dare seguito all’annuncio di un’iniziativa legale.
Durante la puntata di «È sempre Cartabianca», andata in onda martedì 28 aprile, in prima serata su Rete4, Sigfrido Ranucci ha affermato in diretta: “Una fonte ci ha detto di aver vistop il ministro Carlo Nordio nel ranch di Cipriani in Urugay”, riferendosi a una delle proprietà in Sudamerica di Giuseppe Cipriani, compagno di Nicole Minetti.
“Era nella fattoria di Cipriani”, è stato sostenuto nella trasmissione, ma il Ministro stava dal neo Presidente.
L’affermazione dei Ranucci è stata smentita nel corso della medesima trasmissione dallo stesso Guardasigilli che, chiamando in studio, ha ribattuto: “Non esiste al mondo. Ma figurarsi se sono andato lì. I miei spostamenti sono tutti documentati, era una missione ufficiale di tre giorni in Argentina e in Uruguay uno o due anni fa. C’è un limite a tutto, anche a questo degrado morale e mediatico”.
È del tutto chiaro che una missione ufficiale di un ministro è monitorata dai servizi segreti e dalla scorta ed è pertanto facile stabilire la verità.
Nella lettera, che Adnkronos ha potuto visionare, Corsini richiama l’attenzione di Ranucci sulle dichiarazioni “rese nel corso della trasmissione televisiva di un’emittente concorrente” martedì scorso e, in particolare, alle affermazioni fatte sul ministro della Giustizia, Carlo Nordio, sottolineando come il servizio pubblico sia “tenuto a un rispetto rigoroso dei principi di correttezza dell’informazione, verifica delle fonti e tutela della reputazione dei soggetti coinvolti, a maggior ragione quando si tratta di esponenti istituzionali che rappresentano la collettività”.
Corsini contesta, come alcune dichiarazioni, “anche formalmente smentite in diretta dal diretto interessato”, si prestino ad appunti “sul piano deontologico” e “per le modalità approssimative con cui sono state formulate”, rischino di esporre Ranucci e l’Azienda “a possibili conseguenze, quantomeno sul piano reputazionale”.
Il direttore dell’Approfondimento lamenta infatti che Ranucci abbia dato “pubblicamente spazio a voci non ancora verificate” e che questo possa compromettere “non solo la credibilità dei nostri programmi d’inchiesta, ma anche quella dell’intero Servizio Pubblico” e invita il conduttore di ‘Report’ ad adeguarsi per il futuro “alle linee guida e alle disposizioni aziendali”.





