Israele: la forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas
La Global Sumud Flotilla, diretta a Gaza per portare aiuti umanitari, è stata intercettata nella notte dalle motovedette israeliane a ovest di Creta in acque internazionali.
La Marina israeliana ha fermato circa 175 attivisti e intercettato 21 delle 58 imbarcazioni. Un video diffuso su Telegram mostra un equipaggio di una imbarcazione della Flotilla a mani alzate e un soldato armato salire a bordo.
“Escalation pericolosa e senza precedenti – il commento degli attivisti – il rapimento di civili nel mezzo del Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi del mondo intero. Si tratta di pirateria. I governi devono agire ora per proteggere la Flotilla e ritenere Israele responsabile di queste flagranti violazioni del diritto”.
‘La Flotilla è stata bloccata! Mobilitazione nazionale permanente’. Così, sui social, le organizzazione hanno dato appuntamento in diverse piazze italiane per la giornata di oggi dopo che nella notte le navi della Global Sumud Flotilla, dirette a Gaza per portare aiuti umanitari, sono state intercettate dalle motovedette israeliane a ovest di Creta, in acque internazionali. A Roma il presidio è previsto alle 18 al Colosseo. “Per la Palestina e contro ogni guerra a supporto della Flotilla”, si legge in una delle locandine
Il ministero degli Esteri israeliano in una nota ha detto che “la forza motrice dietro la provocazione della flottiglia è Hamas, in collaborazione con provocatori professionisti, con l’obiettivo di sabotare la transizione alla seconda fase del piano di pace di Trump”.
“Israele – aggiunge la nota – si impegna a garantire la libertà di navigazione. Dato l’elevato numero di imbarcazioni partecipanti alla flottiglia, il rischio di un’escalation e la necessità di prevenire la violazione di un blocco navale legale, si è reso necessario un intervento tempestivo, in conformità con il diritto internazionale. L’operazione si è svolta in acque internazionali, pacificamente e senza incidenti”.
Sono 24, al momento, gli attivisti italiani a bordo della Global Sumud Flotilla che risultano arrestati. Lo si apprende da fonti del team legale.
Gli attivisti si trovavano su alcune delle 22 barche finora intercettate. Complessivamente sono 57 gli italiani che stanno partecipando alla missione. ”È estremamente grave che attivisti fermati a 150 miglia nautiche da Creta e a 600 miglia di distanza dalla costa di Gaza vengano portati in Israele” sottolineano dal team legale italiani.
“Al loro arrivo in Israele – secondo quanto riporta Ynet -, gli attivisti saranno espulsi secondo la procedura”.
Nell’operazione notturna sono state sequestrate le navi “principali e più significative” della flottiglia, riferiscono le stesse fonti sottolineando che “le altre imbarcazioni sono rimaste senza un leader e quindi hanno cambiato direzione e non rappresentano una minaccia. Le stiamo monitorando, ma non le consideriamo una minaccia”.
Come già avvenuto in casi simili nel passato, la procedura prevede l’espulsione volontaria immediata per gli attivisti che firmano una liberatoria in cui accettano di lasciare il Paese rinunciando a procedimenti legali. In tal caso il rimpatrio avviene di solito con voli charter o di linea, entro 24/48 ore.
In caso, invece, di rifiuto dell’espulsione volontaria, scatta l’iter giudiziario: l’attivista viene trattenuto in detenzione e deve comparire davanti a un giudice per la convalida del fermo per ingresso illegale. Al termine dell’iter giudiziario scatta l’espulsione coatta.
Fonti israeliane spiegano all’ANSA che oltre 175 attivisti della Flotilla sono stati imbarcati su navi della Marina militare israeliana e sono in viaggio verso il porto israeliano di Ashdod, una traversata che potrebbe impiegare alcuni giorni.
Gli altri partecipanti della Flotilla, che conta oltre 400 attivisti, avrebbero fatto – secondo le stesse fonti – inversione di rotta verso altre destinazioni.
Il governo italiano, in una nota, ha condannato il sequestro delle imbarcazioni della Global Sumud Flotilla, avvenuto mercoledì sera in acque internazionali al largo delle coste greche e chiede al governo d’Israele l’immediata liberazione di tutti gli italiani illegalmente fermati, il pieno rispetto del diritto internazionale e garanzie sull’incolumità fisica delle persone a bordo.
Anouar El Anouni, portavoce della Commissione UE per gli Affari Esteri ha a sua volta dichiarato: “La libertà di navigazione nel diritto internazionale deve essere rispettata. Questo è un punto. Inoltre, abbiamo invitato e ribadiamo l’invito a Israele a rispettare il diritto internazionale, compreso il diritto internazionale umanitario e il diritto internazionale marittimo, che è molto chiaro”.





