
La presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, è per la testata statunitense “Politico” la persona più potente d’Europa.
“Se sei Elon Musk, l’uomo più ricco del mondo e un consulente chiave del presidente eletto degli Stati Uniti Donald Trump, il numero di telefono che devi comporre è quello di Giorgia Meloni”, si legge nella motivazione del riconoscimento per il 2025.
“In meno di un decennio, il leader del partito di destra Fratelli d’Italia è passata dall’essere liquidata come la leader di un partito ultranazionalista, ad essere eletta primo ministro, divenendo un interlocutore con cui Bruxelles, e ora Washington, possono raccordarsi”.
La testata ricorda i primi passi nell’avventura politica di Meloni, dalla militanza “nell’ala giovanile” del Movimento sociale italiano, arrivando pian piano a conquistare il centro della scena politica.
“Dalla sua elezione nel 2022, il primo ministro italiano ha affrontato politiche su questioni come la migrazione e i diritti LGBTQ +, che un tempo avrebbero suscitato condanne da Bruxelles”. Come risultato, molti leader dell’Ue sono passati “dall’indifferenza all’approvazione” di Meloni, finendo per dare all’inquilino di Palazzo Chigi il profilo della “rappresentante dello zeitgeist sempre più radicale che si sta profilando su entrambe le sponde dell’Atlantico”.
“Meloni ha fatto notizia in tutto il mondo quando è diventata la prima premier donna italiana, ma pochi prevedevano che sarebbe durata a lungo in carica”, prosegue la testata Usa. Invece, “negli ultimi due anni Meloni ha consolidato il suo governo come uno dei più stabili mai esistiti nell’Italia del dopoguerra”, mentre la sua presentazione “curata e pratica” “contribuisce all’immagine di stabilità”.
Anche secondo il settimanale britannico “The Economist”, l’Italia è tra i protagonisti della ripresa economica globale del 2024. Definita “un tempo emblema dei problemi della zona euro”, oggi, secondo il settimanale, l’Italia è un esempio di progresso economico, posizionandosi tra i primi cinque Paesi più performanti grazie a miglioramenti significativi su più fronti. Nonostante sfide come i prezzi dell’energia e una produzione manifatturiera debole, l’Italia è riuscita a superare molte aspettative, affiancandosi a Spagna e Grecia in quella che il settimanale definisce “una rinascita mediterranea”.





