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Politica: manovre al centro o la solita fuffa?

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Manovre per un asse Forza Italia – PD

Non so perché, ma chiari segnali mi dicono che sono in corso grandi lavori sotterranei per verificare la possibilità di un prossimo centro-sinistra che si innervi su un “contratto” tra PD e FI.

L’attivismo dei rampolli Berlusconi sembra indirizzarsi verso l’attenzione alla parte più riflessiva del PD – quella parte che sta vedendo alcune fughe di esponenti importanti, ma verso partiti diversi, dunque non organizzata in tentativo di terzo polo, e dunque con possibili “ritorni” più o meno organici verso casa madre – e vedo una contemporanea spinta al rinnovamento dei vertici del gruppo dirigente di Forza Italia, forse perché quello attuale troppo smaccatamente espressione di centro-destra.

L’attenzione esplicita di Marina e Pier Silvio verso Silvia Salis, anche sponsorizzata da Renzi, l’ospitata presso le reti Mediaset di alcune voci che stanno “attentando” alla attuale maggioranza, qualche dichiarazione sui diritti civili dicono di qualcosa che è in campo.

Si dice che gli equilibri del centrodestra potrebbero iniziare a scricchiolare: se vero, questo sarebbe il segno che una ipotesi tutt’altro che fantascientifica appare all’orizzonte.

E viaggia sulla stessa strada del passaggio di Meloni, esplicitamente, a un’aria moderata ma chiaramente di centro. In Europa quello verso il PPE, con il forte collegamento a Merz, mi sembra già in atto.

Dunque, ipotesi da laboratorio, non strutturate: ma a mio parere presenti. In comune esse hanno la chiusura comunque dell’esperienza di centro destra. E della resurrezione del “centro”.

Gli interrogativi veri, però, riguardano due scelte: quelle sulla Lega e quella sul M5S. La parte più destra e la parte più populista degli schieramenti politici attuali andrebbero messi in soffitta. In entrambi i casi qualcosa che considero meritevole di convinto consenso.

Mentre nel primo caso, il conflitto interno Salvini – Zaia potrebbe far prefigurare cambiamenti importanti, tutti da capire e valutare, per il rapporto tra PD e 5Stelle segnalerei qualche interrogativo in più.

Renzi, che vedo come già altre volte dietro questa architettura, lavora, almeno per ora, per evitare ogni scontro tra Schlein e Conte. Cosa significhi non riesco a percepirlo.

È  solo prudenza perché il progetto centro-sinistra è ancora fumoso, o è convinzione che questo abbraccio va comunque fatto?

Con sincerità: è su questo soprattutto che si baserà il mio giudizio. Prima di valutare senso e prospettive di un qualsiasi progetto, ogni ipotesi di considerare Conte di centro o peggio ancora di sinistra mi direbbe che il ventilato cambiamento è tutta fuffa.

E non mi interesserebbe.

Autore

  • Giuseppe Augieri

    Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.

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