
di Francesco Pontelli
Negli Stati Uniti l’appuntamento elettorale di Midterm rappresenta un mezzo di espressione riguardante il gradimento o meno degli elettori in relazione all’opera dell’amministrazione in carica, con riferimento ai primi due anni di mandato.
In Italia, invece, dove si susseguono le elezioni regionali con esiti controversi, dopo due anni di governo Meloni, e mentre la maggioranza si sta dilaniando in relazione alla riduzione di venti (20) euro il canone RAI, mentre vengono comunque assicurate a tutti i trecento (300) “dirigenti” le auto blu, un consuntivo di Midterm si può certamente avviare.
In ambito europeo Fratelli d’Italia, esattamente come prima Forza Italia, invece di dimostrarsi politicamente alternativi alla precedente Commissione Europea, si dimostrano complici del medesimo delirio ambientalista, offrendo il proprio implicito sostegno alla maggioranza a sostegno della Presidente Ursula Von der Leyen.
In questo modo viene ancora una volta ed ulteriormente tradito il proprio impegno programmatico ed elettorale (*) fornendo, come un PD qualsiasi, il proprio sostegno politico a quella maggioranza la quale, in perfetta e continuità con la precedente, sostiene la peggiore commissione della storia dell’Unione Europea e contemporaneamente continua la propria opera di devastazione dell’economia e dell’industria europea.
Nessuno intende contestare la ragione storica del vincolo di mandato, ma in questo degradato contesto politico nazionale, lo stesso sta diventando l’alibi istituzionale che garantisce la assoluta mancanza di un primo bilancio consuntivo, in relazione alle promesse programmatiche elettorali e quanto fatto, compreso un tradimento di quanto promesso.
Di fatto il vincolo del mandato quanto l’assenza di una verifica di medio termine si trasformano in una duplice situazione che assicura la libertà di non rispondere assolutamente ai propri elettori, anche per questa classe governativa la quale indossa i medesimi panni del precedente governo, con la sola nota distintiva rappresentata, stando ai fatti, da una minore competenza.
(*)
1.Aumento di 17 punti dell’Iva per le bollette elettriche (dal 5% al 22%).
2. Azzeramento tariffe elettriche agevolate.
3. Sospensione sconti sulle accise per i carburanti.
4. Cessione di asset strategici fondamentali ai più importanti fondi privati internazionali in perfetta continuità con il governo Draghi.
5. Riforma del cuneo fiscale che penalizza i contribuenti ed appesantisce la pressione fiscale soprattutto per il ceto medio con la riduzione delle tax expenditures.
6. Un ulteriore inasprimento delle sanzioni amministrative previste dal nuovo codice della strada ma ulteriori dotazione di un miliardo per la realizzazione del ponte di Messina.
7. la assoluta mancanza di una strategia energetica ed industriale di fronte alle venti (20 ) flessioni della produzione industriale ed in relazione ad un differenziale di costi energetici nazionali che raggiunge con la Francia il +73% , la Spagna +53% e +34% con la Germania.
8. Pur considerata centrale dal ministro del turismo si registra la flessione della economia turistica: -3.6% gli arrivi e -1,4 % le permanenze.
9. L’assoluto e colpevole mancato sostegno al settore Automotive con terribili conseguenze occupazionali seconde per impatto ed entità solo ad una guerra nucleare : espressione di una completa ed assoluta incapacità di valutare lo scenario industriale proposto dalla Commissione Europea alla quale ora si offre in più anche il sostegno politico in modo da assicurarle la continuità politica, ideologica e strategica, in una piena complicità con i governi precedenti e le diverse maggioranze che si sono seguite alla guida del nostro paese successivamente al covid.
10. In un contesto internazionale problematico, caratterizzato da due conflitti ed da una inflazione mai realmente domata, si destinano ulteriori tredici (13) miliardi per finanziare l’acquisto di nuovi armamenti, per i quali si chiede addirittura l’esclusione del bilancio. Contemporaneamente in perfetta continuità con i precedenti governi, si continuano a ridurre i finanziamenti della spesa sanitaria a prezzi costanti (quindi escludendo l’impatto dell’inflazione che viene addirittura utilizzata per affermare una ipotetica crescita degli stanziamenti), come emerge chiaramente dal grafico allegato dalla Camera dei Deputati.





