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Pisapia, il coraggio di votare Sì

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Giuliano Pisapia

L’ex Sindaco di Milano si schiera apertamente per il sì al referendum sulla riforma della giustizia

Per la seconda volta della storia la sinistra italiana si (ci)consegna alle Procure.
Pisapia dice no, cioè, Sì.

Nel 92/93 la sinistra italiana di derivazione comunista, cattocomunista, simil azionista, moralista, ci consegnò alle Procure.

Quella volta fra le diverse convulsioni ideologiche e moraliste, c’era una ragione politicamente, anche se disgraziatamente, robusta. I comunisti stavano perdendo tutto, il Muro era crollato, l’abito comunista non poteva più essere indossato, dovevano cercare abiti nuovi, il negozio degli abiti moderni, quello socialista era abitato, dovevano inventarsi qualcosa e andarono a vestirsi col nero delle toghe.

Nere di fuori rosse dentro. Intime di quelle nere sia dentro che fuori. Per comune istinto antipolitico. E per odio nei confronti di socialisti e democristiani che tre anni prima avevano voluto la riforma Vassalli, primo passo per superare il regime inquisitorio di origine fascista, con carriere uniche di PM e Giudici.

I comunisti a fine giro poggiarono i loro piedi sulle vecchie orme di un antico lascito.
DìAlema e Violante pensavano di chiudere poi quella fase a loro piacimento.

Ci salviamo e poi vediamo.

E, invece, no. Se dai a qualcuno il potere di onnipotenza poi quello non lo vuole più lasciare.

E quindi che succede?

Che il completamento della riforma Vassalli, antifascista, carriere separate, accusa uguale a difesa e Corte indipendente che giudica chi accusa e giudica, non si può fare. No.

Quando un anno fa le Procure decisero di mettere sotto inchiesta amministrazioni di sinistra, Milano, Pesaro e altre, perché la sinistra era un po’ troppo morbida sulla separazione delle carriere, Franceschini, sulla scia di D’Alema e Violante di allora, si alzò alla Camera e disse ai magistrati: vi difenderemo noi. E quindi la campagna elettorale delle Europee ebbe pace a sinistra.

Così è. Tutto è stato quindi iper politicizzato.

Con qualsiasi menzogna. Come nel 92/93.

Con una differenza, però. Notevole.

Questa volta non contro un potere, la politica di allora, ma a favore del potere, della ‘repubblica giudiziaria’.

Alla quali la sinistra italiana vuole consegnarci. Del tutto.
Buona fortuna.

E grazie a Pisapia per il coraggio di dire no.

Cioè Sì.

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