Per soli 23 milioni l’Italia non uscirebbe dalla procedura di infrazione europea di deficit eccessivo
Fosse vera la voce che corre, che cioè l’Italia per soli 23 milioni non raggiungerebbe i parametri necessari per uscire dalla procedura di infrazione europea di deficit eccessivo, ci sarebbe da lanciare un’accusa pesantissima a Giorgetti e a Meloni.
23 milioni sono una bazzecola e ad essi si contrappongono costi, per effetto della mancata uscita dalla procedura, stimati in miliardi. E qualche rinuncia da dover prevedere: ad esempio, niente possibilità di accedere al prestito Safe per ReArm Europe. Con quel che significa e comporta.
Giorgetti sostiene che c’è stato un “colpo di coda del Superbonus”. Sembra che questa versione sia accreditata da ISTAT, che pure riporta dati tutti positivi per ogni altro parametro e anche per le prospettive di bilancio. Appunto.
Mi domando che senso ha perdere un pezzo dei vantaggi che sono scaturiti da una politica di bilancio attenta per una piccola cifra. Non si sarebbe dovuto o potuto controllare prima? Possiamo vedere affermato che la ormai decennale “sussidiopoli” è finita?
Sarò cattivo, ma non mi attendo richieste di “convocazioni” alle Camere di Giorgetti e Giorgia. Dopo aver assolutamente ignorato un discorso serio sulla politica impostata e seguita dal Governo, in positivo e in negativo, riconoscere che la colpa è di non aver raggiunto gli obiettivi per poco risulta difficile.
Nel senso che l’accusa diventerebbe un riconoscimento. Con i numeri ISTAT, che non sono sogni, che dicono di sacrifici fatti e ancora da fare per poco, ma con futuri molto più sereni. E poi si dovrebbe riparlare della questione superbonus: per carità, vade retro.
Non lo fa l’opposizione: lo faccio io. Vorrei capire se si è trattato di una disattenzione, di un colpo di sfortuna, di una non corretta previsione non controllata poi nel suo realizzarsi; ovvero di uno sforamento nella spesa pubblica, tanto più grave se fosse dovuta per soldi destinati a mancette.
E chiunque le abbia chieste, maggioranza o opposizione, questo non diminuisce le responsabilità del Ministro e del Governo.


Giuseppe Augieri, laureato in Economia e Commercio, Master alla SdA Bocconi, ha seguito corsi di alta formazione in statistica ed econometria. Progettista impianti, impiegato tecnico ENEL, Segretario Generale UIL – Energia, proprietario ed editore del giornale della Federazione, team leader dello start-up della società ENEL di formazione. Già Responsabile di analisi e controllo gestione di un'importante azienda e amministratore delegato di una sua costola internazionale.


