Questa notte, è stato un sogno? Una visione profetica? L’evento, del 2055, al quale mi è stato dato di assistere, era il discorso di insediamento del successore di papa Francesco I. E c’era una Voce Narrante che forniva spiegazioni, commenti, ma anche qualche polemica, come vedremo, così che mi son chiesto a chi la voce poteva appartenere: al mio daimon in senso pagano o ad un demone in senso cristiano?
Ammesso che ci sia una differenza. Il discorso del neoeletto seguiva l’essenziale delle linee tracciate dal suo venerato predecessore. Nella mia memoria è rimasto solo qualche squarcio, che sono in grado di riportare. Il nuovo eletto aveva scelto il nome di Ormidza II facendo rivivere il ricordo del suo remoto predecessore, Ormidza I. Nel VI secolo, come mi spiegò la Voce Narrante, la scelta di quel nome testimoniava di persistenti connessioni iraniche – e quindi radici dualistiche – del primo cristianesimo, dato che il nome è quello del dio persiano Ahura Mazda (Ohrmadz in pahlavi), nientemeno.
Aggiunse che modernamente, perso il ricordo delle lontane radici, la scelta del nome attestava la natura ecumenica della “nuova” Chiesa, ma fu visto anche come un boccone offerto all’Iran, che aveva mandato segnali ostili. “Basta con le enormi spese della corsa agli armamenti” era l’incipit dell’allocuzione, e qui la Voce Narrante già intervenne. “Caro Ohrmadz, la tua posizione dovrebbe essere ama il fratello, anche se è il tuo nemico. Invece, ti sei fatto l’idea empia che il precetto evangelico sia irrealizzabile, e allora ti limiti a un taglia le spese superflue, per ammazzare il tuo simile basta il machete! (questo è vero, come fu ampiamente dimostrato in Ruanda negli anni 90 del 900). Obietto: a che cosa si dedicheranno i milioni di disoccupati dell’industria degli armamenti?
Non a produrre alimenti, visto che c’è già una sovraproduzione. A cosa dovremmo destinare i soldi risparmiati: comperare smart phones ai bambini della povera Europa?” (una frase enigmatica, quest’ultima, che mi generò un sottile brivido). A questo punto il mio sospetto (forse sarà proprio il demone, piuttosto che il mio daimon) era già germogliato. Ma non basta. La visione continuò con l’intervista concessa la sera stessa dal neoeletto, e teletrasmessa in mondovisione.
Il neoeletto confermò varie scelte del suo predecessore. In particolare, la concessione ai trans della funzione di padrino/madrina battesimale (“Avranno la scelta?” fu l’ironico commento della Voce). Si associò anche al “chi siamo noi per giudicare” di Francesco I, tributato agli omosessuali insieme ad una storica benedizione. E anche qui, la Voce si inserì: “Ohrmadz, oltre all’Avesta hai letto anche la Bibbia? Forse hai saltato Genesi 19? Lì si giudicava, eccome!”. Concluse con un saluto ai giovani (“Siete la nostra speranza; chiamatemi pure Ormu”) e con una frase benedicente in Romanesco (omaggio a Ormidza I che era di Frosinone) e in Farsi, alla quale aggiunse un problematico “al hamdu lillah”. Ma qui si chiuse la visione, così che il commento della Voce Narrante non mi giunse.
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