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Non siamo solo un corpo fisico

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Non siamo solo un corpo fisico

La via della guarigione passa per il Divino

Siamo abituati a considerare il corpo come qualcosa di separato da noi.

Un organismo il cui “star bene” viene sempre delegato a medici e specialisti. Eppure, il nostro benessere non deve necessariamente passare attraverso la medicalizzazione.

Dobbiamo adottare uno stile di vita che innalzi il livello di resistenza alle malattie. Siamo un’unità, un insieme indiviso di mente e corpo la cui crescita armonica dipende dalla comprensione del legame fra eventi cognitivi, emotivi e fisiologici.

Non considerare l’unicità di cui siamo fatti, ci porta ad affrontare la vita in perenne salita.

Ci prende sovente lo sconforto, anche quando il più piccolo malanno ci sorprende durante la nostra routine quotidiana. Un raffreddore, una semplice influenza, ci disturbano oltre ogni necessità. Siamo ansiosi. Tutto va di fretta.

Anche una preoccupazione prolungata mina l’organismo, perché una psiche alterata sconvolge le funzioni organiche.

Tutto si trascina. Mente e corpo sono strettamente connesse e si influenzano reciprocamente. Di una modifica nello stato mentale risente tutto l’organismo.

Probabilmente una buona parte delle malattie è di origine psicosomatica, anche se i medici sono refrattari ad ampliare lo spettro della realtà, confidando solo nei protocolli e nei farmaci.

Le preoccupazioni tolgono freschezza allo spirito ma pure al nostro cuore. Decadiamo precocemente in conseguenza di una vita di contrasti, di lotte e di ansie.

Gli eccessi di tensione emotiva sono dannosi alla salute. Ma tant’è. Molti nostri disturbi derivano da fatti dolorosi, eventi spiacevoli, traumi psichici che ci feriscono nel profondo.

Spesso dimentichiamo i brutti accadimenti, ma le tracce restano nell’animo.

Per superare i mali che ci rendono l’esistenza tragica, dobbiamo amare la calma e ne avremo immenso giovamento. È difficile all’inizio, vulnerabili come siamo da mille stimoli emotivi che interessano la nostra dimensione psico-biologica.

La calma è la nostra salute. Presenza a noi stessi, gesti misurati, movimenti non impulsivi. Soprattutto aspiriamo alla quiete interiore; quella che ci fa rimanere sereni in ogni circostanza, in mezzo a qualunque tempesta. “Una parola”, mi direte. E qui sbagliamo, credendo impossibile raggiungere questo stato.

Niente e nessuno potrà penetrare in noi, se sapremo rimanere sereni, confidando in una Forza superiore interna. Se la vita ci chiama alla lotta, non esiteremo, ma dentro rimarremo calmi e limpidi.

La vita non ci deve niente. Siamo noi a conquistarla. Il turbamento abbrevia la vita e ci toglie la sua efficienza. Ogni avvenimento possiede il suo significato esoterico. Cerchiamo di comprenderlo. Tutto quanto è capito è bene.

Il destino può colpirci duramente, ma non può aprire i nostri occhi senza la nostra collaborazione. Si apriranno al momento giusto.
Se non vi fosse tensione nervosa interna, anche i muscoli sarebbero in riposo.

Rilassarsi è allentare queste corde. Troppo spesso viaggiamo con i freni tirati, con quella tensione inconscia che ci rende diffidenti, guardinghi, tutti contratti, respiro corto e denti serrati. Ogni giorno incontro giovani e anziani induriti, bloccati.

La malattia è un’assenza, qualcosa che manca. All’improvviso si rompe una simmetria. Ma era già dentro prima di manifestarsi. La vita è armonia. Il contrario è squilibrio da ristabilire. Anche l’ombra è sole che manca. Basta rimuovere l’ostacolo.

L’elemento terapeutico fondamentale per guarire dal male che ci affligge è la fiducia nella guarigione. Io la definirei “fede”. Non è solo ottimismo. È fede che fa entrare questa convinzione di guarigione. I pensieri risonanti divenuti operativi, agiranno come dissolventi di tutto ciò che ha prodotto il male. Proprio come il sole per l’ombra.

I pensieri sono luce che penetra nell’interno dove ha sede la causo dello squilibrio. Il male va tagliato alle radici. Medicine e terapie ufficiali se ben indirizzate svolgono il loro compito. Ma non sempre bastano.

La forza mediatrice della Natura è la potenza insita nella nostra anima. Lo stesso corpo è in grado di generare sostanze che sono l’antidoto che distrugge il veleno prodotto dai microbi. Li uccide e li espelle. Questa sostanza può essere prodotta nel fegato, nel pancreas, nel midollo delle ossa, nella tiroide.

Però, anche questi organi sono soggetti al controllo del sistema nervoso come tutti gli altri. Se il sistema nervoso non li nutre per mezzo di alcuni nervi speciali nutritivi o trofici distribuiti in ogni parte del corpo, essi saranno inefficienti e incapaci di risanare.

Infine, ma decisivo, è il collegamento col Divino. La preghiera in ogni forma e confessione è lo strumento principale per risanare corpo e anima. Ma non possiamo forzare la mano di Dio. I Suoi piani non sono i nostri. Ci può curare e darci la guarigione completa, è vero, ma non è un assicuratore o un bancomat.

Abbandoniamoci alla Divina Provvidenza e troveremo la quiete, stato privilegiato per viaggiare lungo le strade del mondo. L’insegnamento che ne deriverà sarà quello di non pensare a superare nessuno. Cedere il passo agli altri: è un modo per progredire, benché sembri un paradosso.

Lasciamo allontanare chi correndo più di noi, può deviarci dal nostro cammino, se ci faremo prendere dalla mania di raggiungerlo e sorpassarlo. Lo troverai più tardi debole e stanco. Se ci affanniamo per fare più presto, ci stanchiamo e saremo costretti a fermarci.

Il correre non cambia la marcia del tempo. Se rallentiamo il ritmo respiratorio (pranayama) abbandoniamo questa cosa chiamata “tempo” che altro non è che un’illusione. Rallentare il nostro ritmo accelera la percezione delle cose essenziali.

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