
“Al momento gli Stati Uniti non sostengono un cessate il fuoco permanente”. Lo ha ribadito il portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale americana, John Kirby, in un briefing con la stampa estera. “Non solo rafforzerebbe Hamas ma in qualche modo, validerebbe gli attacchi del 7 ottobre”, ha sottolineato.
Proseguono, pertanto, i combattimenti tra militari israeliani e combattenti dei gruppi islamisti palestinesi Hamas e Jihad islamica nella Striscia di Gaza e, in particolare, nel sud, dove è stata accerchiata Khan Younis.
L’intellingence israeliana ritiene che a Khan Younis si trovino i vertici di Hamas e, in particolare, Yahya Sinwar.
Daniel Hagari, portavoce dell’IDF, ha affermato che l’esercito ha sfondato le difese di Hamas a Shejaiya e Jabaliya, nel nord di Gaza, così come a Khan Younis, nella parte meridionale della Striscia, uno sviluppo annunciato in precedenza dall’esercito.
“Nelle ultime 48 ore, a Jabaliya, Shejaiya e Khan Younis – ha detto Daniel Hagari – abbiamo sfondato le linee di difesa. I terroristi stanno uscendo dalla clandestinità e combattono le nostre forze. E le nostre forze stanno vincendo nei combattimenti ravvicinati. Hanno il sopravvento”.
Rispondendo a una domanda sulle osservazioni del primo ministro Benjamin Netanyahu, che ha detto che le truppe dell’IDF stanno circondando la casa del leader di Hamas Yahya Sinwar, Hagari ha detto che “la casa di Sinwar è la zona di Khan Younis” – indicando che nessun edificio specifico che funge da residenza per Sinwar è stato circondato. Sinwar non è fuori terra, ma sottoterra. Non mi dilungherò su dove esattamente e cosa sappiamo. Il nostro compito è arrivare a Sinwar e ucciderlo”.
L’IDF, afferma il Times of Israel, sostiene che la sua 98a divisione sta guidando l’offensiva di terra contro Hamas nel sud della Striscia di Gaza, durante la quale le truppe hanno circondato la città di Khan Younis e stanno iniziando a operare al suo interno. La 98a divisione è composta da forze di paracadutisti, sia dell’esercito permanente che delle riserve, nonché dalla Brigata Commando e da un reggimento di artiglieria d’élite. L’ingresso della 98a Divisione a Gaza significa che ora ci sono quattro divisioni dell’IDF che operano nella Striscia. Le altre sono la 162a, 36a e 252a divisione, che operano nell’enclave ormai da diverse settimane.
L’IDF – sempre secondo il Times of Israel – afferma che la 98a divisione “ha lanciato un attacco combinato nell’area della città di Khan Younis, contro i ‘centri di gravità’ dell’organizzazione terroristica Hamas”.
A 61 giorni dall’attacco di Hamas in Israele dello scorso 7 ottobre, prosegue la tensione anche sul fronte settentrionale, al confine con il Libano, e nello Stato ebraico si sono attivate le sirene sia per il lancio di razzi da Gaza che per i missili lanciati dai ribelli sciiti Houthi dallo Yemen. A causa della pressione esercitata dagli Stati Uniti per consentire l’ingresso di più carburante e aiuti umanitari nella Striscia, il gabinetto di sicurezza del governo di Israele ha indetto una nuova riunione, in anticipo di quattro giorni rispetto
Emergono, nel frattempo, particolari iquietanti sui primi giorni del conflitto. Uno dei missili lanciati da Hamas durante l’attacco sferrato il 7 ottobre scorso, secondo il “New York Times” ha colpito una base militare utilizzata da Israele per conservare missili con capacità nucleari.
Secondo il quotidiano statunitense, il missile di Hamas non ha causato danni agli armamenti israeliani conservati all’interno della base di Sdot Micha, provocando però un incendio in prossimità dei depositi.
Hans Kristensen, direttore della Federazione degli scienziati statunitensi per l’informazione sul nucleare, ha affermato al quotidiano che all’interno della base dovrebbero esserci attualmente tra i 25 e i 50 lanciatori di missili Jericho, i quali possono essere equipaggiati con testate nucleari. Queste ultime, in ogni caso, sarebbero conservate in luoghi diversi, e non sarebbero state in pericolo durante l’attacco di Hamas. In base ai dati raccolti dal “New York Times”, contro la base sono stati lanciati diversi missili nel corso di diverse ore.





