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MES, L’ITALIA SOTTO PRESSIONE

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di Marco Pugliese

La Germania infrange le regole, ma le impone agli altri: l’ipocrisia del Patto di Stabilità, che va abolito

Mentre Berlino ammette di aver violato le stesse regole fiscali che pretende da Roma, si intensificano le pressioni sull’Italia per aderire al Meccanismo Europeo di Stabilità (MES). È una contraddizione clamorosa che nessun grande media italiano ha il coraggio di raccontare con chiarezza. Anzi, mentre in Germania si discute apertamente del fallimento delle regole europee sui conti pubblici, da noi si continua a invocare il rigore senza nemmeno spiegare cosa comporterebbe davvero l’adesione al MES in termini di sovranità economica.

Il ministro delle Finanze tedesco Christian Lindner, durante un’audizione al Bundestag, ha ammesso che le rigide regole del Patto di Stabilità hanno finito per danneggiare la crescita economica della Germania. Una sentenza della Corte costituzionale ha poi bocciato una manovra di 60 miliardi di euro destinata alla transizione climatica, costringendo il governo a fare marcia indietro. In pratica, Berlino ha usato trucchi di bilancio che a un Paese mediterraneo sarebbero costati una procedura di infrazione immediata.

Come presidente di OpenIndustria non posso che esprimere profonda preoccupazione. In questo scenario, l’Italia viene nuovamente sollecitata ad aderire a un fondo salva-Stati che non ha mai salvato nessuno, anzi: nel caso greco ha contribuito a peggiorare la crisi. I rischi sono altissimi. Firmare oggi l’adesione al MES, con le nuove condizioni del Patto di Stabilità già alle porte, significherebbe accettare una camicia di forza fiscale in cambio di un meccanismo che espone il nostro Paese a commissariamenti mascherati.

Dove sono i grandi quotidiani italiani, quando c’è da spiegare che la Germania ha giocato fuori dalle regole mentre chiede agli altri rigore? Perché non si racconta che il MES potrebbe diventare uno strumento di condizionalità finanziaria, capace di influenzare le scelte di politica industriale di un Paese in difficoltà?

In un’Europa che continua a ragionare con logiche da doppiopesismo nord-sud, è tempo che l’Italia alzi la voce. Dobbiamo pretendere pari dignità, trasparenza e soprattutto una narrazione veritiera. I cittadini italiani hanno diritto a sapere. E i media hanno il dovere di informarli.

 

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  • Redazione

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