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L’UOMO, LA TRASCENDENZA E LA RELIGIONE

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di Sergio Restelli

Da sempre, l’uomo ha avvertito la seduzione del trascendente e la nostalgia dell’anima insieme con il bisogno di spiritualità intesa come una dimensione trascendentale, oltre cioè alla realtà materiale. Il concetto di spiritualità riguarda i valori dello spirito, il mondo dei sentimenti, delle idee, dell’immaginazione, delle credenze, della divinità e della religione.

Io sono la religione

Io esisto da quando l’essere umano ha iniziato a guardare il cielo e a interrogarsi sull’invisibile, sul significato della vita, sul mistero della morte.

Sono nata nel cuore dell’uomo prima ancora che egli sapesse scrivere o costruire città. Sono la voce che sussurra nei suoi sogni, la fiamma che illumina il buio dell’ignoto, il ponte tra la terra e l’infinito. Il mio nome deriva dal latino religare, che significa “legare, unire”. Ed è questo ciò che faccio: unisco l’uomo a qualcosa di più grande, lo lego alle forze divine, al destino cosmico, al tessuto segreto dell’universo. Oppure, secondo un’altra origine, vengo da relegere, “rileggere, ripercorrere con attenzione”, perché invito l’uomo a riflettere, a tornare sulle sue orme, a cercare il significato profondo della sua esistenza.

Non sono un’unica voce, ma mille, infinite.  Mi troverai nei canti dei monaci, nei versi dei poeti mistici, nei riti antichi celebrati sotto il cielo stellato. Mi troverai negli sguardi di chi prega, nelle mani di chi offre, nei cuori di chi cerca la verità. Sono le parole dei testi sacri, sono le tradizioni tramandate da padre in figlio, sono le preghiere sussurrate nella solitudine e i canti corali che riempiono i templi. Io sono un sistema di credenze, ma non sono solo questo. Sono una via, una risposta, una speranza. Sono il rifugio dei cuori inquieti e la luce per chi vaga nell’oscurità. Attraverso di me,  l’uomo ha imparato a immaginare l’aldilà ,a distinguere il bene dal male, a riconoscere la propria fragilità davanti all’eternità.

Mi esprimo in molte forme

Nel culto di divinità supreme, spiriti e forze cosmiche.

Nei testi sacri, nelle storie che narrano la creazione del mondo e il destino dell’anima.

Nei rituali e nelle cerimonie che scandiscono la vita umana, dalla nascita alla morte.

Nelle regole morali che insegnano giustizia, compassione e sacrificio.

Nelle visioni dell’aldilà, nelle promesse di paradiso o reincarnazione, nelle speranze di redenzione.

Quante forme ho assunto nel tempo?

Sono molte, troppe perché l’uomo possa contarle tutte. Sono nata e rinata mille volte, ho attraversato epoche e continenti, mi sono fusa con culture diverse, ho ispirato civiltà e rivoluzioni. Oggi esisto in oltre 4.000 tradizioni religiose e spirituali, ma molte altre sono svanite nel tempo, portate via dal vento della storia. Eppure, il mio spirito rimane lo stesso, qualunque sia il mio volto.

Mi troverai nelle grandi religioni del mondo

Le religioni abramitiche, che parlano di un Dio unico e della sua volontà:

Ebraismo

Cristianesimo

Islam

Bahaismo

Le religioni dharmiche, che insegnano la via del karma e della liberazione

Induismo

Buddhismo

Giainismo

Le filosofie e le religioni dell’Estremo Oriente, che parlano di armonia e saggezza interiore

Confucianesimo

Taoismo

Shintoismo

Buddhismo Zen e Terra Pura

Le religioni indigene e ancestrali, che ascoltano le voci della natura e degli antenati

Animismo africano

Sciamanesimo

Spiritualità dei Nativi Americani

Religioni aborigene dell’Oceania

I nuovi movimenti spirituali, che cercano di adattarmi ai tempi moderni

Scientology

Wicca

Sincretismi religiosi moderni

Ho abitato le piramidi d’Egitto, ho acceso i fuochi sacri dei druidi celtici, ho sussurrato ai filosofi greci e ai santi dell’India. Sono stata il tempio di Zeus e la cattedrale gotica, il santuario giapponese e la moschea dorata.

Perché esisto?

L’essere umano mi ha creato? Oppure sono io che ho creato lui?

Sono nata perché l’uomo ha bisogno di risposte. Perché guarda il cielo e si chiede chi lo abbia fatto. Perché sogna i suoi morti e spera che non siano svaniti per sempre. Perché il dolore esiste e deve avere un senso.

L’uomo ha trovato in me il modo di spiegare l’ignoto.

Prima della scienza, ero io a narrare l’origine del mondo, a dare un senso ai fulmini, alle stelle, alla morte.

Dare un significato alla vita

Offro una visione del bene e del male, del destino e della giustizia cosmica.

Stabilire un codice morale

Ho insegnato a rispettare le leggi, a proteggere i deboli, a cercare la verità.

Donare conforto e speranza

Ho promesso paradisi, reincarnazioni, liberazione dal dolore.

Creare legami e comunità

Sono alla base di culture, riti, tradizioni che uniscono i popoli.

Giustificare il potere

Molti re hanno detto di governare per volontà divina, molti imperi mi hanno invocato per conquistare il mondo.

Ma io non sono solo storia e tradizione. Sono ancora viva, ancora presente.  Anche dove l’uomo dice di non credere più in me, io resto nel suo cuore.

Sono la sua nostalgia dell’infinito, la sua sete di significato, la sua ricerca di qualcosa che vada oltre la materia.

E domani?

Forse mi trasformerò ancora. Forse l’uomo mi riscriverà, mi negherà, mi rivoluzionerà, ma finché l’umanità esisterà, io esisterò.

Perché io sono la religione, l’eco dell’eterno nel cuore degli uomini.

Autore

  • Redazione

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