Home Opinioni L’IRRESPONSABILE GIUDIZIO DELLA GIUSTIZIA

L’IRRESPONSABILE GIUDIZIO DELLA GIUSTIZIA

0

Eugenio Baresi*

Una tragica vicenda porta a riflettere.

Opportuno sarebbe agire.

Tre carabinieri sono stati uccisi in un’azione che espletavano su provvedimento dell’autorità giudiziaria.

Il procuratore di Verona, assumendosene la responsabilità, ha tristemente aggiunto che forse esistevano altre soluzioni.

Responsabilità ovviamente del provvedimento, non di quanto poi accaduto.

Ma quella affermazione merita di essere approfondita.

Non so cosa abbiano fatto i tre fratelli veronesi per trovarsi con tanti debiti. So che vedendoli tutto si può pensare meno che lo abbiano fatto essendo delinquenti.

Allora perché la cosiddetta giustizia non ha pensato che forse richiedevano una “attenzione” diversa?

Non si tratta di giustificare, si tratta di comprendere.

Summa lex summa iniuria.

Chi ha pagato le tragiche conseguenze sono i più deboli: i tre carabinieri.

Ecco quell’affermazione accorata del procuratore accoglie proprio il dubbio.

L’irresponsabile giudizio della giustizia.

Trentacinque anni fa un magistrato concesse la libertà dopo che lui stesso quindici giorni prima aveva condannato alla custodia cautelare in carcere “un sedicente colto in fragrante” e, ripeto, da lui stesso ritenuto meritevole di custodia per numerosi e circostanziati motivi.

Quel sedicente liberato pochi giorni dopo sterminò una famiglia: madre, padre, figlio e figlia; poco più di un mese dopo altre due persone.

Fa un certo effetto leggere sul frontespizio del fascicolo il semplice “si accoglie” con la firma di quel magistrato sulla richiesta di scarcerazione.

Avesse aspettato qualche giorno le risultanze delle indagini dattiloscopiche, insomma avesse aspettato di sapere chi era quel sedicente, non sarebbero morti in sei.

Poi, qualche hanno fa, accade che una barca a vela, dopo aver attraversato mezzo mediterraneo e le coste della Grecia, in una notte di tempesta arriva di fronte alle coste calabre.

Tenta di sfuggire all’intercettamento e, nonostante il tentativo di soccorso della Guardia Costiera, nel naufragio si compie la tragedia.

Ora i solerti magistrati rinviano a giudizio finanzieri e membri della Capitaneria di porto per insufficiente prontezza nell’intervento.

Più recentemente su un piccolo rilievo in un fiume alluvionale, in conseguenza di improvviso evento più che temporalesco, tre ragazzi sono travolti dalle acque.

Rinviati a giudizio i vigili del fuoco per non essere stati sufficientemente rapidi nelle operazioni di soccorso.

Potrei raccontarne molte altre di circostanze simili.

Allora ritornando all’assunto: opportuno sarebbe agire.

Non è sopportabile che la giustizia possa colpire con l’irresponsabilità di un giudizio ideologico.

Il procuratore di Verona inconsapevolmente ha evidenziato come i fatti in circostanze complesse non siano conseguenti.

Ripeto: la “giustizia” poteva agire in altro modo.

Siamo con lui e senza attribuire a lui la responsabilità della sua scelta e delle relative conseguenze.

Ma chi di dovere dovrebbe mandare un chiaro e forte messaggio ai magistrati che quando non riguarda loro hanno sempre la certezza nell’applicare “massima iniuria”.

*ex parlamentare e segretario della Commissione Stragi

Autore

  • Redazione

    Nuovo Giornale Nazionale è una testata Online totalmente indipendente, di proprietà dell’associazione Libera Stampa e Libera Comunicazione LIBERCOM.

Ricevi i nostri articoli via mail!

Ogni giorno i contenuti del Nuovo Giornale Nazionale sulla tua casella di posta elettronica

Non inviamo spam! Leggi la nostra Informativa sulla privacy per avere maggiori informazioni.

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui