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L’INTELLIGENCE E LA GUERRA CHE C’E’ E CHE VERRA’

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di Savino di Scanno

Lo scrivente in un precedente articolo aveva enunciato il principio che l’Intelligence avrebbe dato “le carte per il futuro”.

Il 17 settembre lo scenario ha avuto una profonda accelerazione.

Sempre per dichiarata scelta di valori e di campo sempre chi scrive era,è, e sarà sempre dalla parte di Israele a cui si riconosce il diritto di difendere la Sua Patria e la Sua esistenza in un quadrante geografico, il Medio Oriente con vista Mediterraneo, ove i suoi nemici vivono per la sua distruzione.

Riconfermato tale principio si entra nel merito.

Quello che è successo ieri, ove sono brillati ben circa 4.000 cercapersone in possesso di Hezbollah, con circa 20 morti tra Beirut e Damasco, 200 feriti gravi, e migliaia di colpiti,non ha precedenti nella Storia dello Spionaggio.

Secondo Al Jazeera 20 grammi di esplosivo Petn erano stati inseriti sin dalla fabbrica dei dispositivi elettronici, fatti arrivare in Libano e Siria partendo presumibilmente da Budapest, transitati in Iran e poi giunti a destinazione Hezbollah.

Non si è trattato come l’operazione “Ira di Dio” destinata alla eliminazione dei dirigenti OLP, dopo il vile massacro degli atleti israeliani di Monaco del 1972. In quella occasione il dirigente OLP Mahmud Hamshari fu ucciso a Parigi facendo detonare il suo telefono nella sua abitazione francese dopo che il Mossad aveva innescato una carica esposiva.

Neanche si è trattato del caso di  Yahya Abd al Latif Ayyash, membro di Hamas responsabile di vari attentati kamikaze nelle terre israeliane, che fu eliminato il 5 gennaio 1996 con una carica di Rdx (nitroamina) inserita nel suo cellulare attivata con impulso elettromagnetico da agenti dello Shin Bet.

E neanche come l’ultimo atto, prima del 17 settembre, dell’esplosione a Teheran il 31 luglio dove è stato ucciso Ismain Haniyeh capo di Hamas.

Con buona pace dei pacifisti ad oltranza, dei buonisti del pensiero unico, purtroppo e si ripete purtroppo, si stà scrivendo di una guerra. La guerra è un qualcosa che noi europei ed in particolare noi italiani,abbiamo ampiamente rimosso dal nostro vivere collettivo. L’Unione Europea,con tutti i suoi limiti e difetti, nei fatti hanno garantito una pace nell’Antico Continente per oltre 70 anni. In questi lunghi anni abbiamo avuto la “Guerra Fredda” dove lo spionaggio ha fatto con forza la sua parte, ma oggi sono cambiati scenari e regole.

Le agenzie di spionaggio hanno sempre svolto attività prevalentemente informativa, anche di condizionamento politico di governi e stati, ingerenze nelle dinamiche economiche dei paesi, basta ricordare il nostro Enrico Mattei ove con la Sua morte per chi scrive la nostra Repubblica ha subito un colpo mortale circa l’indipendenza energetica.

Ma con quello che è successo il 17 settembre possiamo scrivere che le Agenzie possono essere considerate, visto le dimensioni dell’evento, forze armate a tutti gli effetti.Non possono essere più considerate mere strutture di analisi,spionaggio classico,controspionaggio in tutti i settori, ma forze operative che agiscono nel multidominio strategico operativo.

Gli scenari sono la cybersecurity, ma anche la sicurezza delle infrastrutture delle comunicazioni e trasporto di energie vitali per la vita di una nazione. Non si tratta più di criptare cellulari o centrali di trasmissioni, bensì la dimostrata capacità di poter operare nella “circolarità” della comunicazione di massa.

Di recente il nostro vice direttore AISI dottor Vittorio Rizzi ha illustrato di come, attraverso una trappola cyber, si sia riuscito ad arrestare Rocco Morabito, grazie all’utilizzo di piattaforma digitale FBI venduta nel mondo criminale da agenti sotto copertura, cedendo alle organizzazioni di narco trafficanti un sistema di comunicazione definito non intercettabile. A seguito di ciò l’individuazione di Morabito ed il successivo arresto da parte dei nostri Carabinieri. Il dottor Rizzi, nel suo intervento,ha anche affrontato il tema delle applicazioni della IA.

Nelle conclusioni possiamo scrivere che il mondo è cambiato. Una guerra al momento strisciante inizia ad entrare nelle nostre vite. In Ucraina i soldati ucraini stanno difendendo quei confini in assenza di un esercito europeo. Le intelligence occidentali sembrano essere diventate siti accademici dove si erogano corsi di formazione,master, dottrine.

Poi la domanda. Ma sul campo chi c’è? Israele è presente, ma difende i suoi interessi. E l’Europa? E la nostra Italia? CIA ed MI6 di recente hanno confermato la loro esclusiva alleanza. Si scrive di Piano Mattei. Ma con questi presupposti dove si tratta di discutere di materie prime ed energetiche in Africa ove i francesi per ultimi sono andati via lasciando il posto a russi, cinesi e turchi, chi mandiamo?

Sono temi delicati, seri, difficili, dove non si è nelle condizioni neanche di avanzare proposte ma solo esprimere legittimi timori. Una cosa è certa. Il futuro è intelligence, ma certamente non quella che ci raccontano i professori, quelli bravi e famosi, in convegni e conferenze .

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  • Redazione

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