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L’INFORMAZIONE ALL’AMATRICIANA

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La vignetta di Altan riprodotta qui sotto dà esattamente il mio stato d’animo quando sfoglio i giornali o, peggio, quando guardo l’informazione televisiva. Le dimissioni di Biden e l’endorsement a Kamala Harris, ha spalancato le cataratte dei luoghi comuni e delle previsioni senza senso.

Sui giornali e, soprattutto, in televisione si accavallano giornalisti, o pseudo tali, che discettano della qualunque con editoriali e commenti, per offrire al colto e all’inclita, ponderate analisi come se fossero in possesso di chissà quali informazioni, precluse alla maggioranza degli spettatori o lettori. In realtà ne sanno nè più nè meno di quanto può sapere un qualunque cittadino mediamente informato.

Per dirne una: l’altra sera guardavo, per mancanza d’altro, la trasmissione quotidiana “In Onda”, su La7, condotta da Marianna Aprile e Luca Telese che gigioneggia con la panza in mostra e ogni tanto fa dei giri a 360 gradi sullo sgabello a rotelle, tanto per rimarcare che lui è “up to date” e vicino agli spettatori senza menarsela più di tanto.

In più si atteggia a liberaldemocratico, quando ha cominciato la sua carriera come portavoce di Rifondazione Comunista nei primi anni ’90 per passare subito all’Unità dove, come sanno anche i sassi, non si entrava se non con il beneplacito del PCI. Ma tant’è, in Italia funziona così, il passato non ci appartiene.

Ad un certo punto i due danno la parola ad una giornalista, di cui non ricordo il nome, che parla di Kamala Harris dicendo che la conosceva bene. Uno s’immagina che fosse stata negli Usa, che avesse seguito la sua campagna elettorale, che avesse fatto parte del suo staff e, invece, racconta papale papale che l’aveva vista in una trasmissione televisiva quando era ancora procuratrice in California e che l’aveva colpita per il suo eloquio e la sua grinta.

Ecco questo è il livello dell’informazione politica in questo Paese. Ne potrei fare a bizzeffe di esempi del genere, di giornalisti che s’intervistano tra di loro, di altri che dal tinello di casa, in collegamento wattsapp, concionano sui massimi sistemi e di come loro, se avessero la possibilità, risolverebbero la guerra Russia-Ucraina, prima di Trump.

Per la verità non va molto meglio quando a questi talk-show invitano politici di terza e quarta fila, eletti in qualche circoscrizione montana, che danno consigli e strategie per risolvere il conflitto Israele-Hamas.

La cosa sconvolgente, almeno per me, e l’atteggiamento di quei “giornalisti” reggitori di microfono che annuiscono con convinzione a qualsiasi cavolata (per parlare pulito) esca da quelle bocche che appena conclusa la registrazione vanno a farsi un supplì nei bar vicino Montecitorio.

D’altra parte che ti puoi aspettare da un servizio pubblico dove il canale Rainews 24, che dovrebbe dare notizie a getto continuo, in occasione delle elezioni in Francia apre i suoi servizi sul festival di Pomezia in cui la cantante ospite d’onore era la moglie del direttore.

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  • Redazione

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