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LE DIMISSIONI DI TAVARES, COSA C’E’ DIETRO

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di Marco Pugliese*

C’era una volta un manager portoghese, Carlos Tavares, che cavalcava i sogni dell’industria automobilistica come un novello conquistador. Oggi, quell’epopea si sgretola tra le macerie di un impero industriale sempre più frammentato e incerto.

Le stanze del potere di Stellantis tremano. Non è una resa, dicono, ma una “transizione strategica”. Già. Dietro questi eufemismi burocratici si nasconde una verità brutale: l’uomo che ha partorito la fusione tra PSA e Fiat Chrysler si è arenato nei pantani di una strategia che ha iniziato a mostrare tutti i suoi limiti.

Cosa è andato storto? Tutto e niente. Tavares è figlio di quella tradizione manageriale che vede l’azienda come un campo di battaglia e i dipendenti come truppe da manovrare, ha pagato lo scotto di una visione troppo ragionieristica. Tagliare, tagliare, sempre tagliare: questo il suo mantra. Ma l’industria dell’auto non è un foglio Excel, è carne, passione, visione.

I numeri parlano chiaro: vendite in calo, margini risicati, una gamma di veicoli che puzza di vecchio in un mercato che corre verso l’ignoto, anche perché l’elettrico non gira. L’America lo ha scaricato, i francesi lo guardano come un traditore, i sindacati gli fanno la guerra, l’Italia non lo sopporta. Un assedio perfetto.

John Elkann, nuovo condottiero di questa nave in tempesta, sorride con quel distacco degli eredi che sanno di poter aspettare. Un Comitato Esecutivo provvisorio, la solita nebbia dietro cui riorganizzare le truppe, riverniciare gli scudi.

La partita vera è sul futuro. Chi sarà il nuovo CEO? Un risanatore, un visionario, un burocrate? Stellantis cerca un messia in un mercato che cambia più velocemente delle mode. L’elettrico cinese incalza, i consumatori cambiano pelle ma non vogliono abbandonare il termico, i governi premono ma sono incerti, la rivoluzione green è tecnicamente fallita.

Tavares se ne va e lascia macerie. Lo storico del futuro lo archivierà come un capitolo di quel magnifico e tremendo romanzo che è l’industria italiana ed europea del Ventunesimo secolo.

Nulla è perduto, tutto è possibile. Ma guai a chi si illude che basti cambiare l’uomo al timone per raddrizzare la rotta.

* https://www.lospecialegiornale.it/2024/12/02/le-dimissioni-di-tavares-cosa-e-andato-storto-resa-o-transizione/

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  • Redazione

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