
di Savino di Scanno
Bloomberg.com il giorno 2 settembre alle ore 12.16 pubblica la seguente notizia con il titolo “Turkey bids to join Brics in push to build alliances beyond west”.
La notizia viene ripresa (forse soltanto) dal quotidiano Milano Finanza che comunica la volontà della Turchia di voler aderire ai Paesi BRICS.
Come tutti sanno per BRICS si intende l’acronimo dei Paesi quali Brasile, Russia, India, Cina, Sud Africa come consorzio internazionale alternativo al sistema economico finanziario occidentale, cui dal 1 gennaio 2024 hanno aderito Iran, Egitto, Etiopia,Emirati Arabi ed Arabia Saudita, ai quali potenzialmente potrebbero aggiungersi i paesi che sono in “lista di attesa”, significativamente numerosi.
La decisione di far aderire la Turchia al consorzio Brics verrà presa nel corso della conferenzache si terrà a Kazan, in Russia, nei giorni 22/24 ottobre prossimi.
Il fatto che la notizia sia stata data e diffusa dai principali notiziari economico finanziari non è un caso.
E’ una notizia meritoria di “prima pagina”, ma a voler leggere i titoli dei principali “giornaloni” nazionali nulla a riguardo, è una indiretta riprova che sono di interesse soprattutto notizie riguardanti messaggi e chat di basso profilo.
Quando si scrive della Turchia si scrive di millenni di Storia, si potrebbe scrivere della battaglia di Manzicerta del 26 agosto 1071 quando l’Impero Selgiuchide diede il primo colpo al primato, soprattutto medio orienta dell’Impero di Bisanzio, caduto definitivamente il 29 maggio 1453. Si potrebbe scrivere dellla battaglia di Lepanto del 7 ottobre 1571 tra la Lega Santa e l’Impero Ottomano, ovvero si potrebbe aprire un dibattito sulla guerra Italo-Turca avvenuta tra il 29 settembre 1911 ed il 18 ottobre 1912, guerra che porterà l’Italia alla conquista di Tripolitania e Cirenaica conclusasi con la conquista del Fezzan nel 1934, ove si ebbe la creazione della Libia per come la conosciamo oggi.
L’Impero della “Sublime Porta” oggi ha come Sultano Recep Tayyip Erdogan, e questi non è una persona che ama scherzare.
La Turchia, sempre per dare memoria a chi considera la Geografia una materia per illetterati, è un immenso Paese a cavallo tra Asia ed Europa, socio fondatore dell’OCSE nel 1961 e del G20 nel 1999. La Turchia, paese appartenente alla NATO, ha un esercito che per numero di militari e relativi apparati è secondo solo alle forze armate statunitensi. La Turchia è protagonista diretto delle vicende in Medio Oriente, e la sua influenza continua ad aumentare facendo pesare anche il fatto che è sempre un Paese Islamico.
Ovviamente in un articolo impedisce non si possono approfondire la storia e l’conomia della Turchia, ma la sua richiesta di adesione al BRICS è una notizia che dovrebbe far sobbalzare le Cancellerie Occidentali, ponendo la domanda se le Agenzie di Intelligence preposte a poter conoscere fatti e vicende non fossero a conoscenza dell’evento.
Per chi scrive è una notizia di estremo allarme, anche ci si limita a considerare, ad esempio, la imponente presenza di cittadini turchi in Europa ed in particolare in Germania, come pure la presenza turca in Libia al fianco delle Russia. Inoltre, “fonti” altamente qualificate, operanti per fini commerciali ed imprenditoriali nel nord e nel centro Africa, segnalano il costante incremento della presenza di società turche nel settore delle infrastrutture, viabilità, sanità, estrazione di materie prime, in concorrenza con società cinesi.
A Bruxelles evidentemente sono interessati più a legiferare sui tappi per le bottiglie di plastica, oppure riguardo le annose questioni circa dimensioni e lunghezze di zucchine e melanzane, per non scrivere dell’interesse a percepire sostegni da soggetti spuri, dei quali è meglio tacere.
La Storia si ripete. Sono gli interessi economici, le guerre commerciali, che poi determinano le guerre, quelle combattute sui campi di battaglia come in Ucraina.
Per chi scrive è sempre una sommatoria di fatti, che dovrebbero essere valutati nell’insieme, a determinare poi l’evoluzione della Storia. E dovrebbe essere posta attenzione alla “regia” di tutto ciò, regia frutto di insane e deliranti scelte occidentali poste in essere da corrotte ed incapaci elité radical chic, “uffici della Motorizzazione” che pretendono di rilascire le patenti di democrazia, cui sommare la strategia firmata KGB unitamente alla “cultura dell’inganno” cinese.
E, si ripete, non è un caso se proprio Bloomberg abbia dato la notizia, che in realtà è stato un allert lanciato nei confronti dalla finanza occidentale.
Per quel che riguarda l’Italia, a parte le doglianza del Ministro della Difesa Crosetto circa l’impossibilità di fornire pezzi di ricambio per sistemi missilistici all’Ucraina causa “ferie di agosto” della ditta costruttrice, in questa settimana sono riaperti i ministeri e dal 12, con l’inizio del periodo scolastico, MOLTI ricominceranno a far finta di lavorare in attesa delle feste natalizie. Tanto lo Stato lo stipendio lo paga lo stesso.





